Blitz quotidiano
powered by aruba

Hacker Usa penetrano sistemi Cremlino: “Pronti se attaccano voto”

NEW YORK – Gli hacker del Pentagono sono riusciti a penetrare i sistemi di comando del Cremlino, rendendoli vulnerabili ed esposti a possibili attacchi hacker se ciò dovesse essere ritenuto necessario dagli Usa, in particolare se si realizzasse la minaccia contro le elezioni presidenziali americane di martedì prossimo. E’ quanto emerge da alcuni documenti top secret dell’intelligence americana di cui la Nbc è venuta in pos. Violati anche la rete elettrica e quella delle telecomunicazioni della Russia.

Dalle carte emerge come gli Stati Uniti abbiano di fatto seminato ‘malware’ nascosti in parte delle strutture e infrastrutture critiche della Russia, così come quest’ultima – accusano da settimane gli americani – hanno fatto con gli Usa. Gli esperti spiegano come di fatto si stiano preparando i campi di battaglia per un possibile cyberscontro che potrebbe avere tra le conseguenze principali anche l’interruzione delle reti internet. L’amministrazione Obama considererebbe quindi un attacco al voto da hacker come Guccifer 2.0 – considerati vicini all’intelligence russa – come un vero e proprio atto di guerra a cui rispondere.

E intanto Julian Assange aggiunge pepe alla competizione elettorale ormai agli sgoccioli con una dichiarazione che di certo non farà piacere ai Democratici. La guerra in Libia è stata “la guerra di Hillary Clinton”. Così Julian Assange durante l’intervista rilasciata a John Pilger e trasmessa da RT, il network vicino al Cremlino. “Barack Obama all’inizio si è opposto. E chi è stato a sponsorizzarla? Hillary Clinton. E lo si può vedere chiaramente nelle sue email”. Assange sostiene poi che Clinton fosse interessata alla guerra in Libia non tanto per il petrolio “a buon mercato” ma perché avrebbe potuto sfruttare il conflitto “nella sua corsa alla presidenza”.