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Il Vaticano processa l’ex presidente del Bambin Gesù Giuseppe Profiti per i lavori a casa del card. Bertone

Il Vaticano processa l'ex presidente del Bambin Gesù Giuseppe Profiti per i lavori a casa del card. Bertone

Il Vaticano processa l’ex presidente del Bambin Gesù Giuseppe Profiti per i lavori a casa del card. Bertone

ROMA – Il Vaticano processa l’ex presidente del Bambin Gesù Giuseppe Profiti per i lavori a casa del card. Bertone. La ristrutturazione dell’attico dell’ex Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, finisce nell’aula del tribunale. Da martedì 18 luglio parte il processo in Vaticano per due ex dirigenti della Fondazione Bambino Gesù. L’accusa è quella di aver distratto 422mila euro dai soldi destinati ai progetti dell’ospedale pediatrico per “per fini completamente extraistituzionali”, ovvero i lavori della casa del cardinale.

Sul banco degli imputati Giuseppe Profiti, ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, e Massimo Spina, ex tesoriere. Fare luce sulla vicenda, “questo è il significato della decisione presa, in linea con quella trasparenza da portare all’interno della Chiesa, su cui il Papa ha insistito tanto”, ha detto il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin. “Ed è giusto – ha aggiunto – che ognuno renda conto dei propri comportamenti”.

Dal canto suo, il cardinale Bertone ha fatto sapere, tramite il suo legale, Michele Gentiloni Silveri, che “si asterrà da qualunque commento o presa di posizione sulla vicenda, rispettando in tutto e per tutto, il lavoro della Magistratura vaticana”. L’apertura dell’inchiesta a carico dei due ex manager del Bambino Gesù risale a marzo dello scorso anno.

San raffaele

L’accusa che aveva mosso gli inquirenti era quella di appropriazione indebita e oggi il decreto per la citazione in giudizio rimarca che Profiti e Spina, “entrambi pubblici ufficiali, hanno utilizzato in modo illecito, a vantaggio dell’imprenditore Bandera, denaro appartenente alla Fondazione Bambino Gesù, denaro del quale entrambi avevano la disponibilità in ragione delle funzioni dagli stessi ricoperte. In particolare sono stati pagati per fini completamente extraistituzionali euro 422.005,16, utilizzandoli per effettuare lavori di ristrutturazione edilizia di un immobile di proprietà del Governatorato, destinato a residenza del Segretario di Stato emerito, per avvantaggiare l’impresa di Gianantonio Bandera. Reato commesso nella Città del Vaticano, dal novembre 2013 al 28 maggio 2014”.

Il cardinale Bertone, al quale Profiti era particolarmente legato, si è sempre detto estraneo a questa vicenda. Per rimettere in sesto il suo mega-appartamento di 700 metri quadrati in Vaticano, affermò di avere versato al Governatorato 300mila euro. Successivamente il porporato aveva anche fatto una donazione di 150mila euro all’ospedale pediatrico precisando però che era “una donazione volontaria e non un risarcimento”.

Sulla vicenda si profilerebbe dunque anche l’ipotesi di un doppio pagamento alla stessa ditta, da parte del Bambino Gesù e anche dal Governatorato che aveva a sua volta ricevuto i soldi dall’interessato, l’ex Segretario di Stato di Benedetto XVI. Ma questa ulteriore circostanza nella vicenda che ha fatto scandalo non è citata nella richiesta di rinvio a giudizio per Profiti e Spina diffusa oggi dalla sala stampa della Santa Sede. Il collegio giudicante è composto da Paolo Papanti-Pelletier, Venerando Marano, Carlo Bonzano. Il Presidente del Tribunale Giuseppe Della Torre invece non farà parte del collegio giudicante perché membro del Cda del Bambino Gesù.

La prima udienza è fissata per il 18 luglio 2017, alle ore 10,00. Profiti non ha mai negato questa operazione a favore dell’attico di Bertone, giustificandola con la necessità di avere una sorta di sede di rappresentanza dove svolgere eventi per raccogliere fondi proprio per l’ospedale pediatrico. La prossima settimana inizia il processo e si vedrà se questa linea di difesa dell’ex manager verrà confermata o meno.

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