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Isis, decapitati 4 calciatori: “Sono spie dei curdi” VIDEO

RAQQA – Quattro calciatori sono stati decapitati dai miliziani dell’Isis perché accusati di essere spie dei curdi. Le vittime sono Osama Abu Kuwait, Ihsan Al Shuwaikh, Nehad Al Hussen and Ahmed Ahawakh più una quinta persona non ancora identificata. Si tratta dell’ultima barbarie dei terrorismi islamici, che hanno postato (come loro triste abitudine) le foto dei cadaveri sui social network.

Infatti, racconta Antonio Bonanata sul Messaggero:

La terribile esecuzione è avvenuta a Raqqa, capitale del Califfato e centro nevralgico degli approvvigionamenti alle milizie nere, davanti a una folla di bambini (il che rende ancor più atroce questo ). Le immagini che documentano l’accaduto, postate sul profilo Twitter di un gruppo di dissidenti, mostrano alcuni ragazzini che ispezionano i cadaveri mutilati e coperti di sangue.

Aggiunge poi Bonanata che l’accusa nei confronti dei calciatori era ben circostanziata e che non è la prima volta che il sedicente Stato Islamico se la prende con dei giocatori:

Ma c’è un’altra accusa che spiegherebbe l’esecuzione dei quattro uomini: l’aver segretamente collaborato con un gruppo di ribelli curdi, acerrimi nemici delle milizie sciite. Le vittime erano in pratica delle spie, secondo la versione ufficiale. Nel 2015 l’Isis aveva giustiziato 13 adolescenti, colpevoli di aver guardato una partita della Coppa d’Asia tra Iraq e Giordania. Il gruppo di ragazzi era stato sorpreso a guardare il match nella città irachena di Mosul, sotto il controllo delle bande nere di Al-Baghdadi.