Blitz quotidiano
powered by aruba

Isis, Roberta Pinotti: “Un piano con la Nato per fermare foreign fighter”

ROMA – “I foreign fighter di ritorno rappresentano un grande rischio e vanno tenuti sotto controllo nel momento in cui lo Stato Islamico sarà sconfitto in modo definitivo. Ne abbiamo discusso anche a Washington parlando con gli alleati” e “pianificheremo interventi a livello di coalizione perché i radicalizzati che avranno combattuto e saranno perciò diventati esperti combattenti e terroristi islamici non vengano a portare terrore tra di noi”. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, al Messaggero, illustra il piano con la Nato: “Impiegheremo strumenti molteplici. L’Intelligence avrà la parte fondamentale, ma non solo. Metteremo in campo anche altro”, dice.

Quanto al nostro apporto alla coalizione anti-Isis: “Il contingente italiano, dopo quello statunitense, è il più numeroso. A fine ottobre arriveremo a quasi 1400 militari impegnati in diversi compiti, dall’aeronautica in Kuwait che partecipa a ricognizioni sull’Iraq, fino a coloro che addestrano i peshmerga e la polizia locale, o ai soldati che via via stanno raggiungendo la diga di Mosul per proteggere i lavori per il consolidamento delle fondamenta e prevenire un disastro di dimensioni bibliche”.

Anche in Libia, “la soluzione non è l’intervento esterno, ma nelle forze locali”. Osserva che nel Paese “oggi i 5-6mila militanti che erano stimati dell’Isis si sono ridotti a non più di 600″. Ci sarà un rafforzamento dei controlli sulle chiese? “Il cardinale Bagnasco ha ragione: le chiese non vanno militarizzate. Però se ci sono situazioni che lo richiedano, d’accordo con loro, faremo la tutela con discrezione e accortezza”, risponde..


TAG: ,