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Ruqia Hassan uccisa, sfidava Isis con articoli ironici su web

Ruqia Hassan denunciava le condizioni di vita nella roccaforte del Califfato in Siria.

LONDRA – E’ stata uccisa l’unica reporter indipendente donna, Ruqia Hassan, che da Raqqa, roccaforte jihadista in Siria, aveva continuato a osare sfidare negli ultimi mesi l’Isis con le sue cronache cittadine, le sue denunce e la sua sferzante ironia sul web.

Lo annunciano attivisti locali citati dall’associazione giornalistica Syria Direct e ripresi oggi da media britannici stando ai quali da ottobre sale così ad almeno 5 il numero dei giornalisti controcorrente assassinati dai seguaci del Califfo.

La morte di Ruqia Hassan, fattasi conoscere sulla rete come una coraggiosa ‘citizen journalist’, talvolta con lo pseudonimo di Nisan Ibrahim, risalirebbe a qualche tempo fa. Ma solo nei giorni scorsi sembra che l’Isis abbia comunicato ai genitori di averla “giustiziata” in quanto “spia”, raccontano gli attivisti di Raqqa, diffondendo anche quelli che vengono presentati come gli ultimi tweet di Ruqia.

“Sono a Raqqa e ho ricevuto minacce di morte – vi si legge – ma quando l’Isis mi arresterà e mi ucciderà sarà ok perché loro mi taglieranno testa e io ho la dignità. Meglio che vivere nell’umiliazione con l’Isis”.

L’Independent traduce poi l’ultimo post sul profilo Facebook della ragazza, pubblicato a luglio per ironizzare sulla guerra al Wi-Fi dichiarata dai jihadisti nella sua città.

“Avanti – scriveva Ruqia – tagliateci internet, i nostri piccioni viaggiatori non se ne lamenteranno”.


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