Economia

La Germania ci riprova: appello a Corte Europea contro quantitative easing, aiuti Bce a zona euro

Mario Draghi presidente della Bce (Ansa)

Mario Draghi presidente della Bce (Ansa)

BERLINO – La Corte Costituzionale tedesca ha deciso di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla legittimità del programma di quantitative easing, lanciato nel 2015 dalla Bce per sostenere l’inflazione  nella zona Euro.

I giudici  ritengono che vi “siano importanti ragioni” per ritenere che l’acquisto di titoli di Stato violi la proibizione di finanziare direttamente gli Stati, superando i limiti del mandato della Bce, secondo le contestazioni presentate da vari ricorrenti.

L’iniziativa della Corte tedesca è stata sollecitata dal cofondatore del Partito populista AFD, Bernd Lucke, dall’esponente dei conservatori bavaresi della CSU, Peter Gauweiler, e dal professore di diritto, Markus Kerber, il cui obiettivo è di proibire alla Bundesbank di partecipare al quantitative easing.

La stessa Corte aveva provato a bloccare l’Omt, il programma finora mai usato lanciato nell’estate 2012, quando il presidente Mario Draghi disse che la Bce avrebbe fatto qualsiasi cosa per salvare l’euro, pronunciando il famoso “whatever it takes”, nel mirino questa volta è dunque il Quantitative easing, la misura principe che serve alla Bce per evitare la temutissima deflazione.

La Commissione europea ha subito reagito alla richiesta tedesca facendo sapere di essere “convinta che la Bce stia attuando sulle basi e nei limiti dei Trattati, con l’acquisto di bond di stato sul mercato secondario, nell’ambito delle proprie operazioni di politica monetaria” e “interverrà in questo senso nel procedimento”. A dirlo è la portavoce della Commissione europea per gli Affari economici e finanziari Annika Breidthardt.

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