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Petrolio: accordo russo-saudita per congelare la produzione

Petrolio: i mercati scettici sull'accordo russo-saudita per congelare la produzione. Serve l'ok dei produttori Opec (l'Iran appena libera dalle sanzioni lo farà?)

ROMA – Petrolio: accordo russo-saudita per congelare la produzione. La produzione del petrolio verrà “congelata” al livello dell’11 gennaio. Lo riporta la Tass, citando il ministro dell’Energia del Qatar. E’ il risultato del meeting a Doha tra ministri dell’Energia di alcuni Stati membri Opec, come Arabia Saudita, QatarVenezuela e la Russia.

Mercato scettico. Le quotazioni, tuttavia, risultano in rallentamento: il Brent è tornato sotto i 34 dollari al barile a 33,8 dollari e il Wti è scivolato di nuovo sotto la soglia dei 30 dollari a 29,7 dollari. L’intesa risulta condizionata alla partecipazione degli altri produttori di petrolio e quindi non sembra aver convinto il mercato che peraltro puntava su un taglio dei livelli di produzione.

Accordo condizionato al sì degli altri paesi Opec (Iran compreso). L’accordo per congelare la produzione siglato da Russia, Qatar, Arabia Saudita e Venezuela è condizionato alla partecipazione degli altri produttori di petrolio. “I quattro Paesi – recita il comunicato diffuso dal ministero dell’Energia russo – sono pronti a congelare la produzione di greggio ai livelli di gennaio se altri produttori di petrolio si associano a questa iniziativa”. Sissi Bellomo sul Sole 24 Ore elenca le opportunità e le tante incognite che pesano sull’accordo.

Fermare l’aumento della produzione è un passo avanti: meglio che niente. Ma c’è comunque la condizione – posta da sauditi, russi, venezuelani e qatarini – che anche gli altri membri dell’Opec facciano altrettanto, cosa non scontata, soprattutto da parte dell’Iran, che è appena stato sollevato dalle sanzioni internazionali. E comunque l’output, che nelle intenzioni dovrebbe fermarsi sui livelli di gennaio, è altissimo, tanto che sul mercato petrolifero c’è un eccesso di offerta vicino a 2 milioni di barili al giorno. (Sissi Bellomo,  Il Sole 24 Ore)