Blitz quotidiano
powered by aruba

Laos, la guerra sporca americana e la strage silenziosa

La foto di di Antonio Buttazzo

Leggi tutti gli articoli di Antonio Buttazzo

VIENTIANE – Laos 1965/ 1975. 580.000 raid nordamericani, 270 milioni di ordigni bellici – 43 per ogni laotiano vivente -lanciati dai bombardieri B52 su civili inermi.

Tutto questo per scongiurare il pericolo di accordi tra i comunisti laotiani e quelli vietnamiti in guerra con gli americani.

Per liberare il mondo dalla “infezione comunista”-secondo la dottrina Truman- per 9 anni hanno sganciato su tutto il Paese una bomba ogni 8 minuti, 24 ore al giorno.

Gli americani hanno sperimentato qui – e con gran successo – le bombe a grappolo, il 30% delle quali giace ancora inesplosa per terra.

E’ contaminato un terzo del territorio, soprattutto le aeree rurali, dove la popolazione, di quegli ordigni, conosceva. solo il rumore delle deflagrazioni ed il seguito di morte e distruzione che si trascinava.

In un paese poverissimo, quel carico di morte piovuto chissà quando dal cielo è oggi una manna. E’ ferro da dissotterrare e rivendere, nonostante la legge lo vieti per gli ovvi pericoli che comporta trafficare con bombe inesplose.

Maggiormente colpiti, come al solito, sono i più piccoli, vittime ancora prima che delle cluster bomb, della loro infantile curiosità.

Fino al 2011 più di 50.000 i morti e i feriti a causa delle bombe inesplose. Più di 10.000 i bambini. La guerra sporca nord americana in Laos ha preso le mosse dalla solita macchinazione della CIA. Hanno armato e addestrato i guerriglieri Hmong, laotiani contrari all’intesa tra i comunisti del paese e quelli vietnamiti guidati da Ho Chi Min.

Poi hanno bombardato anche loro. Si dice all’insaputa del Congresso. Certamente in spregio degli accordi di Ginevra del 1954, con i quali il Laos veniva dichiarato neutrale alle guerre in corso nella Indocina in via di decolonizzazione.
I bombardamenti americani, hanno inaugurato una nuova stagione nei conflitti dello scorso secolo.

Gli accorti esperti nordamericani, avevano scoperto che un popolo fiaccato dalle mutilazioni e’piu docile di uno bombardato e ucciso sul colpo.

Gli handicap fisici feriscono anzitutto l’anima ed impediscono alle generazioni che si susseguono di fare affidamento sulla propria progenie. Con gli UXO ( unexploded ordnance) i laotiani hanno ancora a che fare.

Tuttora occorre scongiurare gli effetti letali degli ordigni inesplosi. Sono in questo aiutati dai soliti australiani che hanno un legame speciale con il Laos e contribuiscono allo sminamento fornendo tecnologia e risorse economiche.
Dal punto di vista medico ed assistenziale, nel Paese opera la “Cooperation Othodic and Prosthetic Enterprise “(COPE), un ente che eroga servizi riabilitativi.

Una interessante esposizione all’interno del visitor center, denuncia quanto e’accaduto in una guerra illegale e segreta.

Un conflitto iniziato più di 50 anni fa che in Laos ancora continua e chissà per quanto, visto che per bonificare un solo ettaro occorrono 10 giorni di lavoro. Un costo economico e soprattutto umano che non grava certo su di chi, quelle bombe, le ha sganciate.

Per poi dimenticarsene.


TAG: , ,