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Beppe Grillo è di destra, solo Bersani si illude. Turani: “Tanti Masanielli, no idee”

Beppe Grillo è di destra, solo Pierluigi Bersani si illude che con uno così si possa costruire qualcosa di utile per l’ Italia.  Perché non esiste e non esisterà mai in Italia una destra liberal? si interroga Giuseppe Turani in questo articolo, pubblicato anche su Uomini & Business e conclude: “Tanti Masanielli, nessuna idea”

C’è un gran discutere su cosa deve fare la destra per diventare una destra liberal, alla europea. La mia sensazione è che si tratti di sforzi inutili: in Italia non esiste una destra di questo tipo e non esisterà mai. Per due buone ragioni. La prima è che una destra liberal nel nostro paese non è mai esistita nei 70 anni di vita repubblicana, se si esclude la breve stagione di Malagodi e del suo partito liberale, già scomparso da tempo.

Quindi mancano una storia, una tradizione, dei libri, un pensiero. Anzi, agli atti abbiamo solo una sparizione, quella del partito liberale di Malagodi, appunto.

La seconda ragione, più corposa, se si vuole, è che manca una borghesia imprenditoriale illuminata. Gli imprenditori ci sono, ma ormai i più efficienti sono quelli medi, del Quarto Capitalismo, molto internazionali, ma anche molto lontani dalla politica. Tranne pochissimi esempi (Cucinelli) non li si trova a animare fondazioni o ricerche. Mandano avanti il loro business e cercano di vivere tranquilli.

Per un attimo si era pensato che Berlusconi potesse essere l’uomo che ridava smalto a un’ipotesi liberal. Ma si è capito quasi subito che non era così. Troppo concentrato sul presente e sulla difesa dei propri affari. Inoltre, per prevalere immediatamente (cosa che gli è riuscita) ha contaminato il suo movimento, già all’inizio, con Fini e Bossi, che di liberal non hanno mai avuto niente.

Il panorama di oggi è noto a tutti: la destra è un insieme di partiti e di movimenti urlanti, che riscuotono un rilevante successo presso la popolazione, ma dentro i quali sarebbe difficile trovare non un’ispirazione liberal, ma una qualsiasi ispirazione.

In un certo senso sono partiti-eco, che amplificano soltanto il malessere e i disagi della parte più sfortunata della società. Non c’è alcuno sforzo per trasformare questo malessere in una visione organica. Si urla “basta immigrati” o “basta Europa” perché questo porta subito voti. Oppure “tagliamo gli stipendi ai deputati”, come se questo fosse il problema italiano.

Nessuna visione delle sfide che la modernità pone alla società italiana, nessuna riflessione sugli errori del passato.

D’altra parte, basta osservare i leader della destra italiana di oggi per capire che è impossibile immaginare un’evoluzione liberal. Salvini, la Meloni, il circo a tre piste di Grillo: in cosa volete che evolvano? Non sanno niente, non hanno mai studiato niente, non conoscono niente. Sono dei masaniello e basta. E ogni mattina dicono quello che la parte meno riflessiva della popolazione trova più irritante: i rom, i migranti, l’aereo di Renzi (che poi è della repubblica), persino gli abiti della signora Agnese.

Tutto questo per segnalare che, forse, si diventerà una società bi (o tri) polare. Ma la parte destra sarà sempre quella che è oggi: una galassia confusa e urlante senza un’idea di Paese.

E solo la disperazione può aver spinto, ancora oggi, esponenti della minoranza dem (Bersani) a immaginare che certi pezzi della destra (Grillo) possano essere materiali con cui costruire una società moderna e riformista.

La cosa può non piacere, gli errori non mancano, ma oggi nella realtà politica italiana un’idea riformista e di società moderna si trova solo nel Pd by Renzi. Sarà da correggere, da modificare, da mettere meglio a punto, ma quello è l’unico laboratorio oggi aperto dove si cerca di immaginare un’Italia del 21 esimo secolo. Il resto sono botteghe dove si vendono sogni, mal di pancia, e si portano a casa voti.