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Virginia Raggi manda il tecnico a Guidonia, i pompieri chiudono la scuola prima che…

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Dopo le scosse di terremoto che si sono fatte sentire anche a Roma, il sindaco Virginia Raggi il 31 ottobre ha diramato un’ordinanza per far controllare ai tecnici della Città Metropolitana se gli edifici delle scuole di ogni ordine e grado sono sicuri o presentano rischi di un qualche tipo.

Dopo l’ispezione dei tecnici, spesso un singolo tecnico piuttosto veloce e sbrigativo, studenti e genitori di alcune scuole hanno prudentemente chiesto ulteriori controlli. Tra gli altri, anche studenti e genitori del polo liceale Ettore Majorana di piazza Barbieri di Guidonia – che ospita i licei Scientifico, Linguistico e le prime due classi del liceo Socio Psico Pedagogico, detto anche Scienze Umane – e studenti e genitori del plesso Orazio Olivieri di via Zambeccari, sede delle altre tre classi di Scienze Umane e di due corsi dell’Istituto Professionale Statale Tecnico (gli altri tre corsi sono a Tivoli, distribuiti in due sedi diverse).

Il preside di tutti e tre i licei, Eusebio Ciccotti, si è opposto alle richieste perché il sopralluogo, effettuato velocemente da un solo tecnico, non aveva rilevato nulla di anormale, motivo per cui gli studenti hanno iniziato a protestare davanti al cancello d’ingresso dell’ Olivieri e finito con l’occupare Scienze Umane dal 4 all’8. I giovani e i loro genitori erano preoccupati oltre che dalle condizioni igieniche non ottimali – bagni chiusi e quello per i disabili usato come magazzino – soprattutto dalla frequente caduta di calcinacci. Inoltre tutti ricordavano bene come esattamente un anno fa a staccarsi dal soffitto e cadere vicino ai banchi degli studenti della Prima C, per fortuna senza colpire nessuno, era stata una intera porzione in metallo del condotto di areazione, incidente che provocò forti proteste e la chiusura della scuola per due giorni.

Mentre i figli occupavano Scienze Umane, un gruppo di genitori e studenti maggiorenni hanno raccolto firme per chiedere controlli dell’ufficio igiene e dei vigili del fuoco. Qusti ultimi, arrivati il 9, hanno subito bloccato l’ingresso dell’Olivieri a causa di una lastra di marmo pericolante. A proposito della quale, il capo della squadra dei vigili del fuoco, Marcello Boccia, ci ha tenuto a chiarire che

“se i ragazzi e i genitori non ci avessero chiamato quella lastra, posta proprio sopra il portone d’ingresso, a breve sarebbe potuta finire sulla testa di qualcuno, anche ammazzandolo”.

E dire che il pluri preside Ciccotti, fidandosi della sbrigativa conclusione del tecnico spedito dalla direttiva Raggi, quell’ispezione non la voleva. Buon per lui che invece ci sia stata: dovrebbe quindi ringraziare gli studenti che con le proteste e l’occupazione hanno evitato una possibile disgrazia potenzialmente molto grave. L’Ufficio igiene per parte sua non s’è ancora fatto vedere e gli studenti hanno trovato, sempre all’Olivieri, escrementi di topo in abbondanza nelle classi di Scienze Umane. Decisamente critica la situazione della classe soprannominata Il Budello perché, spiegano i ragazzi,

“ammassa 28 studenti pur avendo le dimensioni di una scatola per dieci persone al massimo. Per giunta le finestre sono in alto e in maggior parte bloccate, perciò c’è sempre aria pesante, viziata, e spesso specie col caldo si soffoca”.

Dopo averli accusati di trovare scuse per evitare le ore di lezione, il preside Ciccotti dell’intero Majorana ha cambiato atteggiamento. Gli studenti, con una punta d’ironia, raccontano:

“Una sera è venuto a farci visita e ci ha comprato pizze e birre, che però non abbiamo potuto accettare perché in una scuola non si beve”.

A onta delle buona volontà di Virginia Raggi, il vero terremoto di Guidonia – un tempo nota come la Città del’Aria perché all’avanguardia in fatto di aeronautica – è il continuo aumento delle iscrizioni ai vari licei e ai vari corsi dell’Istituto Professionale Statale mentre nessuno si preoccupa di trovare edifici in grado di accogliere tutti gli iscritti senza dislocarli dove capita e senza sovraffollamenti, “budelli” compresi.
È così che a Guidonia, tassello della Città Metropolitana di Roma, capitale d’Italia, si arriva all’assurdo che – incredibile ma vero – ben otto classi del liceo linguistico – le terze, quarte e quinte delle sezioni K, L ed M – sono state piazzate da tempo in tre contanier da terremotati veri e propri. O da scuole del Terzo Mondo.