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M5S multato per no a finanziamenti pubblici? Bufala

Il Pd vuole multare il M5S perché non accetta finanziamenti pubblici? Non è proprio così, anche se così la mette il parlamentare M5S Danilo Toninelli

ROMA – Il Pd vuole multare il M5S perché non accetta finanziamenti pubblici? Non è proprio così, anche se così la mette il parlamentare M5S Danilo Toninelli. La vicenda è stata riepilogata e spiegata da Francesco Zaffarano su La Stampa:

Tutto ruoterebbe, secondo Toninelli, attorno a un emendamento al Milleproroghe presentato da Ernesto Carbone e Sergio Boccadutri. Secondo il riassunto fatto da Toninelli su Facebook, l’emendamento direbbe che «chi non si iscrive al Registro dei partiti per avere i finanziamenti pubblici, subisce una multa di 200.000 euro». Recuperando il testo dell’emendamento, però, si scopre che non è esattamente così. Recita il testo: Al comma 4 dell’articolo 9 della legge 6 luglio 2012, n. 96, aggiungere in fine il seguente periodo: «Ai partiti e ai movimenti politici che non ottemperano all’obbligo di trasmissione degli atti di cui al secondo e al terzo periodo del presente comma, nei termini ivi previsti, o in quelli eventualmente prorogati da norme di legge, la Commissione applica la sanzione amministrativa di euro 200.000». E cosa dice l’articolo 9 comma 4 della legge 69/2012? Afferma che i partiti sono tenuti a presentare, entro una data prestabilita, i documenti relativi alla loro rendicontazione, tra cui «la relazione contenente il giudizio espresso sul rendiconto dalla società di revisione». Obbligo inserito non per ottenere i rimborsi elettorali (non solo, almeno, visto che è una delle condizioni necessarie per accedere ai finanziamenti pubblici) ma per «garantire la trasparenza e la correttezza nella propria gestione contabile e finanziaria».

Il punto, quindi, è semplice: il Movimento 5 stelle non è obbligato a chiedere i rimborsi elettorali e non rischia una multa perché non vuole usufruirne (scelta legittima e, per certi punti di vista, anche lodevole) ma perché non presenta un bilancio consolidato. Ed è l’unico a non farlo in Parlamento. Toninelli, intanto, ha già annunciato di voler presentare degli ulteriori emendamenti per escludere dalla sanzione chi «non si è iscritto al registro dei partiti, cioè quello tramite il quale si ha accesso ai finanziamenti». Un’inesattezza che è alla base di tutta la vicenda: l’iscrizione al registro è una condizione necessaria per ottenere i rimborso, ma questo deve essere comunque richiesto espressamente ai Presidenti della Camera e del Senato.