Rassegna Stampa

Migranti, diecimila recuperati in mare in 4 giorni: si pensa alla chiusura dei porti

Migranti, diecimila recuperati in mare in 4 giorni: si pensa alla chiusura dei porti

Migranti, diecimila recuperati in mare in 4 giorni: si pensa alla chiusura dei porti

ROMA – Diecimila migranti recuperati in mare in quattro giorni nel Mediterraneo centrale. Un’emergenza infinita. Numeri mai visti. Numeri che hanno fatto rientrare in Italia il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in viaggio verso Washington per impegni istituzionali. Quello che occorre ovviamente è un ulteriore confronto con l’Europa. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto da Ottawa, con un richiamo all’Europa:

“L’Italia è in prima linea nel Mediterraneo per salvare migliaia di vite umane nell’ambito di un fenomeno epocale. E ciò accade ai confini dell’Europa, senza ancora suscitare nel nostro continente né adeguata consapevolezza né l’emergere di sensibilità sufficientemente condivise, necessario preludio di incisive azioni comuni”.

PERICOLO MAFIA. Come spiega Alessandra Camilletti per Il Messaggero:

Sui potenziali risvolti di questo esodo infinito, su una possibile minaccia di terrorismo, ha parlato Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. «Purtroppo sì, la minaccia c’è» ha detto Roberti. «Abbiamo visto più volte negli ultimi anni che chi arriva con i cosiddetti barconi intraprende poi un percorso di radicalizzazione che può portare, e in almeno in due casi è successo, alla realizzazione di attentati terroristici. Pensiamo ad esempio all’attentatore di Berlino». Un ulteriore risvolto ancora è «il tema dei trafficanti di esseri umani: non siamo più di fronte a un traffico di clandestini – aggiunge il procuratore -. Secondo i trattati internazionali dovrebbe essere efficacemente combattuto soprattutto a livello internazionale ma siamo ancora lontani dal dispiegare un’azione internazionale di contrasto: è indispensabile richiamare tutti i paesi alle proprie responsabilità».

San raffaele

L’IPOTESI DELLA CHIUSURA DEI PORTI. Il problema di dirottare alcune navi delle Ong in altri porti europei è stato posto più volte, anche negli incontri istituzionali con gli altri paesi europei. Nonostante gli appelli lanciati dal ministro Minniti e le richieste formali, però, nessun paese ha mai aperto all’accoglienza dei mercantili che raccolgono migranti. Di qui l’idea di negare l’attracco alle navi, perlomeno nei giorni dell’emergenza.

Come scrive Sara Menafra per Il Messaggero:

Una ipotesi che i tecnici considerano estrema, al momento non all’ordine del giorno, ma che per la prima volta entra concretamente tra le ipotesi sul tavolo. L’argomento sarà affrontato nelle prossime riunioni europee previste entro l’estate e se ne parlerà in consiglio dei ministri. L’Italia ha già sottolineato più volte che dall’Europa l’accoglienza anche solo di alcune navi in arrivo sarebbe un gesto simbolico di apertura particolarmente apprezzato.

Ma come andrà a finire? Prova a rispondere Flavia Amabile per La Stampa:

Difficile dire quale sarà il destino di questa nuova ondata di sbarchi. I migranti in arrivo sulle coste italiane sono persone in viaggio dalla Libia verso l’Italia, ma anche dall’Africa occidentale verso la Libia, prima tappa del viaggio verso l’Europa. I cinquemila migranti soccorsi ieri nel Mediterraneo centrale navigavano a bordo di cinque barche e 18 gommoni. Alle operazioni hanno preso parte la Guardia costiera, le Ong e alcuni rimorchiatori. Mentre gli 8500 soccorsi negli ultimi due giorni si trovano adesso a bordo di 14 navi: sei di queste hanno già fatto ingresso o stanno per entrare in porti di Sicilia e Calabria, le altre otto sono ancora in navigazione a largo delle coste italiane.

 

 

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