Salute

Gastroenterite nei bambini, la dieta in bianco non serve

Gastroenterite nei bambini, la dieta in bianco non serve

ROMA – Se vostro figlio è uno dei bambini che soffre di gastroenterite, alcuni miti sono da sfatare. Il primo è che la dieta in bianco non serve, ma rimane importantissima la reidratazione. In Italia ogni anno soffrono di questa patologia circa 800mila bimbi sotto i 3 anni e nella forma più acuta. I sintomi più tipici sono il vomito e la diarrea, oltre al dolore addominale e alla febbre.

La gastroenterite può insorgere a causa di infezioni da virus, batteri o anche protozoi e generalmente si risolve in pochi giorni. La disidratazione del bambino però è sempre in agguato ed è proprio alla base dei 40mila ricoveri che avvengono all’anno, per una spesa ospedaliera di circa 60 milioni di euro.  Roberto Berni Canani, professore associato di Pediatria del Dipartimento di scienze mediche traslazionali dell’Università Federico II di Napoli e consigliere della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), ha spiegato a Antonella Sparvoli del Corriere della Sera:

“Il modo più facile per ammalarsi è entrare in contatto con una persona infetta. La trasmissione avviene soprattutto per via oro-fecale oppure attraverso acqua o cibi contaminati. I germi che la causano sono concentrati nelle feci e si disseminano con facilità nell’ambiente dove sono molto stabili, soprattutto i virus. Basta toccare una superficie contaminata (per esempio maniglie, stoviglie, asciugamani o giocattoli) e portarsi accidentalmente le mani alla bocca”.

Cosa fare se il proprio bambino soffre di gastroenterite? Risponde il medico:

“Il primo accorgimento è quello di rimpiazzare le perdite di fluidi e ripristinare l’equilibrio idro-elettrolitico, ricorrendo alle apposite soluzioni reidratanti orali disponibili in commercio. In caso di vomito la soluzione può essere somministrata a piccoli sorsi e spesso, per esempio 10-15 ml ogni tre, quattro minuti. Nella maggior parte dei casi questo approccio è sufficiente ad assicurare una reidratazione efficace.

Per curare la disidratazione sono invece da sconsigliare le bibite, i succhi di frutta o le bevande per atleti. Già dopo alcune ore (3-4) dall’inizio della reidratazione orale, è opportuno offrire al bambino gli stessi alimenti che assume normalmente, evitando diete in bianco o altri tipi di restrizioni. Il piccolo può continuare a mangiare ciò che più gradisce, compreso il latte (uno degli alimenti più spesso banditi), e l’allattamento al seno va proseguito in ogni caso.

Per accelerare la risoluzione della gastroenterite si possono inoltre usare particolari probiotici che, però, devono essere indicati dal pediatra perché non tutti i ceppi sono efficaci. Quelli per cui ci sono maggiori evidenze di efficacia sono il Lactobacillus rhamnosus GG, il Saccharomyces boulardii e il Lactobacillus reuteri. Il vomito è un sintomo transitorio, pertanto l’utilizzo di anti-emetici non è in genere indicato, mentre il ricorso agli antibiotici giova solo in casi molto limitati”.

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