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Turismo a Pordenone, nel Friuli occidentale

Un itinerario tra Pordenone e i borghi della provincia, alla riscoperta delle tradizioni del luogo

Di Luca Vivan di Lucavivan.com

Il turismo dietro l’angolo, il viaggio a pochi chilometri da casa, la riscoperta dei luoghi nascosti ma vicini, sta diventando sempre più importante. Forse è la situazione economica di molte persone, forse è anche una forma di attaccamento alle proprie radici, quale sia il motivo, si da sempre più valore a quello che si può trovare prendendo anche solo una bici. Per questo, oggi voglio portarti dietro casa mia, nella provincia di Pordenone, nel Friuli occidentale.

A parte sporadici momenti dell’anno in cui qui arrivano numerosi turisti, come durante il festival di letteratura Pordenonelegge o nelle Giornate del Cinema Muto, qui puoi venire a respirare la tranquillità di una provincia che oltre le industrie, conserva la pace dei piccoli borghi, alcuni dei quali sono un invito a vagabondare tra vecchie stradine, ammirando il passato.

Lasciata la cittadina di Pordenone, che oltre gli esempi del boom economico racchiude palazzi rinascimentali e numerose attività culturali d’avanguardia, dirigiti verso sud, in una campagna che dista pochi chilometri dal mare Adriatico.

Lungo strade quasi nascoste, contornate da campi e alberi di gelso, potresti imbatterti quasi per caso nel borgo di Valvasone, uno tra i più belli d’Italia. Camminando tra i suoi vicoli, all’angolo di una roggia o in una piazza senza auto, ti sembrerà di essere uscito da questa epoca, per andare in un tempo lontano, lento e parsimonioso, nel tardo Medioevo o nel primo Rinascimento.

Questa attorno, è terra di vigneti e magari vorrai fermarti in una vecchia osteria ad assaggiare uno dei vini delle Grave, delle terre magre che sono un’eco delle steppe, che dall’Ungheria vanno fino in Asia. Qui vengono prodotti vini moderni ma si riscoprono anche quelli antichi e con le vinacce che avanzano si fanno grappe, che non sono più liquore per stordirsi ma essenze da degustare con attenzione.

Dopo un bicchiere puoi riprendere il tuo andare lento e attento ai dettagli, per entrare attraverso le porte di un’altra piccola città, San Vito al Tagliamento. Oltre le facciate di case patrizie e di chiese che da sole meriterebbero più di un’occhiata fugace, si aprono, insospettate, piccole meraviglie. Un piccolo teatro veneziano si riempie di luce e lascia stupito anche il visitatore più frettoloso, mentre la chiesa di Santa Maria dei Battuti lo fa rimanere con il naso all’insù, ad ammirare gli affreschi che salgono al cielo in colori e forme che stanno a pieno titolo nei libri di storia dell’arte.

Fuori, magari è primavera e forse c’è una sagra di paese, una delle tante da queste parti, e allora fermati ancora, assaggia quello che non conosci. Potrai sempre ripartire domani, perché qui, anche se sembra piccolo, è pieno di luoghi e di storie che vanno dal mare fino alle montagne.

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