(Foto Ansa)
Durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno la premier Giorgia Meloni è tornata sull’argomento giudici dicendo: “Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno. Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell’imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata”.
“Lo scorso novembre – ha proseguito Meloni – una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza”.
Il tema sicurezza
“Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare”. Detto ciò, “i risultati per me non sono sufficienti”, dunque “questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più”. “Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato – ha ricordato Meloni -. 30mila assunti tra le forze ordine”, “lo sblocco di investimenti fermi da molto tempo” sul tema, “il decreto sicurezza molto contestato dalle opposizioni che ora rivendicano sicurezza”, “la lotta alla mafia con 120 latitanti catturati”, “il lavoro fatto su Caivano”. Tra i provvedimenti “che stiamo studiando” c’è anche quello sulle “baby gang”, ha aggiunto Meloni secondo cui “alcuni di questi provvedimenti cominciano a dare risultati: nei primi 10 mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5%”.
