Beatrice Venezi ha rotto il silenzio sulla Fenice di Venezia: la partita non è finita e venerdì dirigerà a Pisa la Carmen di Bizet (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Beatrice Venezi torna in Italia e rompe il lungo silenzio. La 35enne direttrice d’orchestra – amata al’estero, contestata in patria dagli orchestrali della Fenice di Venezia – venerdì sera salirà sul podio del Teatro Verdi di Pisa. Dirigerà la Carmen di Bizet, cioè un’opera che è stata il vessillo della cosiddetta scuola “verista“. Carmen è un personaggio che ben si attaglia alla bacchetta toscana, nota non solo per il suo indubbio talento ma anche per la veemenza, per l’impeto travolgente con cui lo esprime. Una donna che non disdegna la “corrida”. Eppure per quattro mesi si è sottratta al polverone veneziano iniziato lo scorso 22 settembre per protestare contro la nomina di Beatrice a direttrice musicale stabile della Fenice. Impietosi gli attacchi basati sulla convinzione che la giovane direttrice “non ha un curriculum all’altezza del prestigio della istituzione veneziana”.
La vicenda ha fatto il giro del mondo. E non si è ancora spenta. In un certo senso è la stessa Venezi a tenerla in vita. A modo suo. Parlandone per la prima volta, e a sorpresa, nella conferenza stampa di martedì.
La partita non è finita
Così ha esordito la direttrice d’orchestra davanti ai giornalisti. Lo ha detto chiaro e tondo con una battuta calcistica che usava spesso l’allenatore Boskov (1931-2014), l’istrionico coach serbo della Sampdoria portata allo scudetto del 1991. Diceva il maestro di Vialli e Mancini: ”La partita è chiusa quando l’arbitro fischia”. Frase ineccepibile. Per questo Beatrice Venezi l’ha fatta sua. E a scanso di equivoci ha precisato: ”Parlerò a tempo debito”. Intanto si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. Il graffio più felino? Eccolo: ”La Fenice è in mano ai sindacati e all’estero si chiedono perché. È un contesto anarchico, un danno di immagine a livello internazionale”. I musicisti ha prontamente replicato: ”Offensivo”. È il caso di ricordare che in quattro mesi ci sono stati tre scioperi e diverse mobilitazioni.
Tensione alle scelte
Il clima è tornato rovente. Mercoledì 22 la Rsu (Cgil, Cisl UIL, Fials e USB) ha indetto una assemblea per decidere il da farsi. Intanto Marco Trentin, violoncellista e segretario Fials ha detto: ”I danni di immagine non li hanno creati i lavoratori ma chi ha causato questa situazione. I sindacati, ricordo, rappresentano i lavoratori della Fenice. Venezi dovrebbe leggere meglio la stampa estera che ha dato giudizi ben diversi su questa vicenda. ”Perplessità anche dai non iscritti ai sindacati che rimarcano la criticità del momento. La direttrice, dopo Pisa e due settimane a Trieste con un altro evento artistico (“Ascesa e caduta della città di Mahagonny”, opera teatrale del tedesco Kurt Weill) tornerà all’estero (Montevideo e Buenos Aires).
