Sanità, aumenta la spesa privata per i meno abbienti: in crisi 4 milioni di famiglie (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
In Italia oltre il 70% delle famiglie è costretto a pagare di tasca propria per la sua salute. L’incidenza dei consumi sanitari sui bilanci delle famiglie è più che raddoppiata, dalla nascita del Ssn ad oggi, raggiungendo in media il 4,3%, e toccando il 6,8% per quelle meno istruite: per 4 milioni di famiglie il bilancio è a rischio proprio per i costi delle cure. Sono questi i dati allarmanti che emergono dal ventunesimo Rapporto Sanità del Crea, il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità, presentato al Cnel.
Stando ai dati raccolti, il prezzo più alto lo pagano le famiglie meno abbienti: la quota di spesa privata sostenuta dal 70% delle famiglie più povere è cresciuta dal 27,6% al 37,6%. In totale la spesa privata è pari a 43,3 miliardi di euro, quasi un quarto del totale. Un quadro che spiega perché, sottolinea il Crea, 2,3 milioni di residenti registrano un disagio economico, un impoverimento o una rinuncia per ragioni economiche alle prestazioni. Un dato “in lenta ma costante crescita”, che evidenzia anche la ragione per cui oltre 4 milioni di famiglie sono soggette a spese sanitarie che incidono in modo rilevante sui bilanci familiari dovute specialmente all’odontoiatria e alla assistenza di lunga durata a pazienti non autosufficienti.
“Serve un cambio di paradigma”
I risultati del Ssn, in termini di perseguimento dell’equità e dell’efficienza, “sono molto lontani da quanto atteso”, sottolinea il Crea. Di fatto, “la sostenibilità del sistema è stata resa possibile da uno strisciante razionamento implicito delle tutele, che ha ulteriormente sfavorito la popolazione meno abbiente e meno istruita. L’attuale assetto del Ssn, senza un cambio di paradigma, non sarà in grado di rispondere ai bisogni in evoluzione della popolazione, guidata dalla demografia, ma anche dalle modifiche nelle strutture sociali”.

Le differenze sono anche geografiche: mentre in origine la quota di famiglie spendenti per le cure era maggiore nel Nord-Est, risultato coerente con un reddito maggiore delle media nazionale, ora è maggiore nel Centro e nel Mezzogiorno. Il dato del Sud, in particolare, stando al rapporto del Crea, suggerisce come la spesa privata non sia correlata solo a maggiori disponibilità economiche, quanto a carenze del Servizio Pubblico. Mentre la spesa privata nel Nord è cresciuta parimenti al reddito disponibile, nel Centro e nel Mezzogiorno si è incrementata molto di più, drenando risorse prima destinabili ad altri obiettivi: un comportamento di spesa delle famiglie che fa capire come queste ritengano i consumi sanitari “extra Ssn” qualcosa di necessario e non posticipabile.
L’analisi evidenzia anche come dopo il 2000 la spesa pubblica e quella privata siano cresciute allo stesso ritmo (+2,7% medio annuo, pari al +0,7%, in termini reali): “Si smentisce quindi che con il Federalismo si sia generata una ‘privatizzazione’ strisciante della tutela sanitaria che, semmai si è realizzata negli anni precedenti”, si legge nel rapporto del Crea. Nei confronti internazionali, infine, la spesa italiana risulta inferiore di circa il 10%: “Si tratta di un incremento difficile da ottenere, perché sono molti i settori in competizione per l’allocazione delle risorse pubbliche. In ogni caso, la spesa italiana, anche se aumentasse di quanto indicato, rimarrebbe inferiore a quella dei principali Paesi europei”.
