Ice, la pressione delle aziende porta Trump a fare un passo indietro sul Minnesota e su Greg Bovino. Salva la ministra alla Sicurezza Kristi Noem (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Sessanta importanti aziende, alcune nazionali e internazionali, altre legate prettamente allo Stato del Minnesota, hanno scritto una lettera su carta intestata della Camera di Commercio del Minnesota chiedendo apertamente che l’Ice se ne deve andare perché sta rovinando i loro affari.
Si tratta di aziende come la 3M, Target, Best Buy, UnitedHealth Group, General Mills, Cargill che opera nel settore alimentare , U.S. Bancorp, Medtronic e Mayo Clinic. Con loro anche alcuni marchi sportivi professionistici come i Vikings, i Twins, i Timberwolves, i Lynx e i Wild. “Il troppo è troppo” è stato il messaggio che queste aziende hanno lanciato a Trump.
Quello che è stato scritto, spiega il Corriere della Sera, è stato duro e diretto ed ha probabilmente influito nella decisione di Trump di fare marcia indietro scaricando per primo il suo stratega e fidato consigliere Stephen Miller.
Bovino è stato rimosso, Trump salva la segretaria per la Sicurezza Kristin Noem
Nella giornata di ieri è intanto avvenuta un’altra svolta: Gregory Bovino, il famigerato capo operativo della Border Patrol, la polizia delle frontiere che opera insieme all’Ice, è stato rimosso dalla guida delle operazioni in Minnesota. Al suo posto è arrivato lo “zar dei confini” Tom Homan che intanto è arrivato a Minneapolis dove la tensione resta alle stelle.
Smentendo le indiscrezioni su una possibile uscita di scena della sua ministra alla Sicurezza Nazionale, Trump oggi ha assicurato che Kristi Noem “resta al suo posto”: “Ho fiducia in lei” ha detto il presidente, “sta facendo un buon lavoro”. I due hanno avuto un faccia a faccia di due ore nello Studio Ovale, durante il quale il presidente non le ha nascosto la sua frustrazione. Scottato dai ripetuti avvicendamenti nel suo primo mandato, Trump è scettico a silurare i suoi ministri. E la difesa di Noem – secondo alcuni osservatori – appare più un tentativo di schermare il governo che un’iniezione di fiducia.
Homan nei piani dell’amministrazione dovrebbe contribuire a riportare quella calma che da settimane sfugge e realizzare quella ritirata “con onore” degli agenti federali dallo Stato del Minnesota, in linea con le nuove disposizioni presidenziali. Abbandonati i toni combattivi dello scorso settimana, Trump ha infatti descritto la morte di Pretti come uno “sfortunato incidente”. Il 37enne, secondo Trump non si stava comportando “come un assassino”, ma non si va a manifestare “con le armi” ha poi spiegato il presidente, contraddicendo pubblicamente il suo fedelissimo consigliere Stephen Miller, l’architetto delle politiche sui migranti.

Le aziende con i contratti Ice più grandi rischiano il blocco dei fondi
Ci sono poi le aziende che hanno contratti con l’Ice e che ora rischiano il blocco dei fondi. Si tratta di nomi importanti come Palantir, il fornitore di software tecnologico e di analisi che ha ottenuto 139,3 milioni di dollari nel 2022, AT&T che ha ottenuto 165,2 milioni di dollari, la Dell che di milioni ne ha ottenuti 18, la Motorola Solutions che ha fornito walkie-talkie e sistemi di videosorveglianza con un contratto da 15,6 milioni di dollari e la FedEx che si è aggiudicata un appalto da 2,3 milioni.
A mettere a rischio i fondi di queste aziende (ed anche di milioni di americani) è il Congresso. Nel fine settimana c’è infatti il rischio di uno nuovo shutdown a causa dell’Ice. Pronti a lanciare un’indagine su Noem spianando la strada a un suo possibile impeachment dopo le elezioni di metà mandato, i democratici sono sul piede di guerra e chiedono modifiche alle misure all’esame. Se non saranno imposti dei paletti stringenti all’Ice – è la minaccia – allora il governo chiuderà, con conseguenze politiche pesanti soprattutto per i repubblicani.
Il silenzio della Silicon Valley
Mentre Trump cerca di correggere il tiro con alcune aziende che prendono posizione, le polemiche continuano e spaccano la Silicon Valley. Se Sam Altman di OpenAI e Dario Amodei di Anthropic hanno condannato gli incidenti in Minnesota, a farsi sentire è l’assordante silenzio degli altri big, da Sundar Pichai di Google a Tim Cook di Apple che era presente, poco dopo la morte di Pretti, alla proiezione del docufilm “Melania” alla Casa Bianca. Proprio la First Lady, ai microfoni di Fox, ha chiesto unità e manifestazioni pacifiche: “Sono contro la violenza”, ha detto. Contro il silenzio dei leader dell’hitech, centinaia di dipendenti delle aziende tecnologiche hanno firmato la lettera aperta Iceout.tech condannando le violenze a Minneapolis ed esortando i vertici delle loro aziende a chiedere che l’Ice lasci le città americane.
