(Foto Ansa)
La svolta giudiziaria è arrivata a oltre un anno dalla morte di Alessandra, la bambina di quattro anni deceduta a Tufino, nel Napoletano, nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024. I carabinieri di Nola hanno arrestato i due zii presso i quali la piccola viveva, accusati di omicidio aggravato al termine di un’indagine che ha ribaltato la versione iniziale dei fatti.
In un primo momento si era parlato di una caduta accidentale dalle scale. Ma già dalle prime ore successive al decesso erano emersi elementi inquietanti: sul corpo della bambina erano stati rilevati segni di ustioni, incompatibili con una morte accidentale. Gli zii erano così finiti sotto indagine per maltrattamenti e omicidio colposo. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Nola e condotta dai carabinieri con il supporto del Ris di Roma, ha poi fatto emergere un quadro di abbandono sistematico e violenze.
Secondo gli accertamenti, Alessandra viveva in uno stato di grave “child neglect” ed era affetta da una denutrizione estrema. La Procura parla di un decadimento fisico progressivo, “sino ad uno stato cachettico, che ha determinato il decesso, favorendo – unitamente ad altri traumi concorrenti sopportati dalla minore, tra i quali gravi ustioni, piaghe da decubito ed una frattura – l’insorgenza di una grave patologia polmonare”.
Per questi fatti i due zii sono stati condotti in carcere, in esecuzione della misura cautelare disposta dal gip. La morte della bambina si inserisce in una complessa vicenda familiare e giudiziaria.
Nata nel 2020, Alessandra era figlia di genitori non sposati che si erano separati dopo pochi anni. Nel 2023 il Tribunale per i minorenni di Napoli aveva disposto “un percorso di valutazione e potenziamento delle capacità genitoriali”, rilevando una “condotta pregiudizievole” e nominando un curatore speciale. Nell’estate del 2024 il padre aveva lasciato la piccola a casa di un cugino a Tufino. Una verifica dei servizi sociali, effettuata a settembre, aveva dato esito positivo, mentre la famiglia materna continuava a chiedere l’affido alla nonna residente nel Beneventano.
La decisione definitiva era attesa per marzo 2025, troppo tardi per Alessandra, morta tra stenti e sofferenze. Sulla vicenda è intervenuta la senatrice della Lega Elena Murelli: “La tragedia di Tufino, con una bimba di 4 anni uccisa da violenze e denutrizione nella casa degli zii affidatari, è inaccettabile. Chi ha deciso l’affidamento dopo la sospensione della potestà ai genitori naturali? Chi ha ritenuto quella famiglia migliore e più sicura? Nessuno controllava? Dove erano gli assistenti sociali nei mesi cruciali? Continuiamo ad assistere a scelte di allontanamento come minimo opinabili se non inspiegabili. Questa morte atroce, con ustioni, piaghe e cachessia accertate, grida vendetta e richiede responsabilità chiare. Sono necessari riforme urgenti con più controlli stringenti, valutazioni rigorose e pene severe per chi fallisce nel tutelare i più deboli”.
