Sostituzione etnica, la segretaria di Podemos: "Magari potessimo rimpiazzare fascisti e razzisti con i migranti" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Durante un comizio a Saragozza (Aragona), dove domenica si terranno elezioni regionali anticipate, Irene Montero, eurodeputata e segretaria politica di Podemos hainvocato in chiave ironica la cosiddetta “teoria del rimpiazzo” o della sostituzione etnica.
Dopo la regolarizzazione di mezzo milione di migranti
“Magari, la teoria del rimpiazzo, magari potessimo cancellare i fascisti e i razzisti di questo Paese” sostituendoli “con gente migrante, con gente lavoratrice”, aveva dichiarato Montero – citata da El Pais – rivolgendosi a migranti e a persone vittime di discriminazione razziale, nel pieno della polemica alimentata dalle destre contro la regolarizzazione di oltre mezzo milione di stranieri residenti in Spagna, approvata per decreto dal governo Sanchez, dopo un accordo chiuso con Podemos.
Il video è stato rilanciato da numerosi siti di destra che ne hanno denunciato la violenza dialettica. Elon Musk ha accusato l’eurodeputata di “invocare il genocidio”, definendo su X le sue parole “assolutamente spregevoli” in un messaggio postato domenica.

A difesa di Montero è intervenuto il co-portavoce di Podemos, Pablo Fernandez, chiarendo che il riferimento al “grande rimpiazzo” era ironico e volto a smascherare “una fake new razzista, fascista e xenofoba” promossa dal partito di estrema destra Vox e, a suo dire, fatta propria “anche dal Partido Popular”.
Per Musk, Montero “invoca un genocidio”
Elon Musk si era già espresso contro la regolarizzazione straordinaria di migranti in Spagna, commentando con un secco “Wow!” su X un post di un influencer di destra, che accusava l’esecutivo Sanchez di voler influenzare il voto cambiando il censo elettorale.
Lo stesso premier socialista aveva replicato al multimiliardario con un messaggio lapidario sullo stesso social: “Marte può attendere. L’umanità no”, mentre ministri socialisti avevano smentito come ‘fake’ la supposta alterazione del censo elettorale, ricordando che i migranti non possono votare alle elezioni politiche, se non dopo anni dalla regolarizzazione e solo in presenza di accordi bilaterali esistenti con i Paesi d’origine.
