IA e chatbot tra i giovanissimi: nel 2025 li usa il 35% degli adolescenti, tre su quattro li conoscono (foto ANSA) - Blitz quotidiano
La diffusione sempre più capillare dell’Intelligenza Artificiale tra bambini e adolescenti impone una riflessione profonda sul ruolo degli adulti. Alla vigilia del Safer Internet Day 2026, Telefono Azzurro ha acceso i riflettori sulle possibili ricadute dell’uso dell’IA sulla salute mentale dei più giovani. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa un adolescente su sette, tra i 10 e i 19 anni, vive una condizione di disagio psichico, spesso non riconosciuta né curata.
A preoccupare è anche il senso di solitudine: un ragazzo su cinque dichiara di sentirsi solo, con percentuali ancora più elevate tra le ragazze. Telefono Azzurro sottolinea come diversi studi mostrino una correlazione tra uso problematico dei social network e l’insorgenza di ansia e depressione, alimentate dal confronto costante, dalla paura di esclusione e dal senso di inadeguatezza.
L’uso dell’IA tra studio, curiosità ed emozioni
I dati di un’indagine condotta da Telefono Azzurro con Ipsos Doxa rivelano che nel 2025 il 35% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale tra le attività online più frequenti. La conoscenza dei chatbot è molto diffusa: il 74% afferma di conoscerli e, dopo una breve spiegazione, il 75% dichiara di usarli. ChatGpt è il più popolare, seguito da Gemini, Meta AI e Microsoft Copilot. Se lo studio resta l’ambito principale di utilizzo, una parte dei ragazzi si rivolge ai chatbot anche per consigli personali. L’interazione genera soprattutto curiosità e divertimento, ma per alcuni rappresenta anche uno spazio percepito come non giudicante e capace di ridurre la sensazione di solitudine.
I rischi e il ruolo educativo dei genitori
Accanto ai benefici, emergono rischi non trascurabili: riduzione del pensiero critico, impoverimento delle relazioni reali, confusione tra realtà e finzione e possibili forme di dipendenza. Proprio per questo l’Unicef ha elaborato nove consigli rivolti ai genitori.
Il primo è quello di “iniziare presto”, spiegando in modo semplice come funziona l’IA, senza dimenticare i potenziali rischi. Fondamentale anche “mantenere l’IA nella giusta prospettiva”, ricordando che ciò che conta davvero sono le relazioni, le routine quotidiane e l’ambiente in cui i bambini crescono. In un’era sempre più tecnologica, il compito educativo degli adulti resta centrale e insostituibile.
