Alla scoperta di Curon Venosta - (blitzquotdiano.it)
Nel suggestivo scenario dell’Alto Adige, il campanile di Curon Venosta emerge dal lago di Resia come simbolo della storia
Nel cuore dell’Alto Adige si trova un luogo denso di storia e memoria, dove il passaggio del tempo si manifesta attraverso un’immagine tanto suggestiva quanto carica di significato: l’antico campanile romanico che emerge dalle acque del lago artificiale di Resia.
Questo simbolo, unico e malinconico, racconta una vicenda di trasformazioni profonde, di scelte industriali che hanno inciso in modo irreversibile sul tessuto sociale e territoriale della Val Venosta.
Curon Venosta: un borgo sommerso dal progresso
Curon Venosta, piccolo centro situato sulla sponda italiana, vicino al Passo Resia e al confine con Austria e Svizzera, è oggi noto soprattutto per il suo campanile che si staglia solitario dall’acqua. Ma la storia di questo borgo affonda le radici nel tempo più remoto: dall’insediamento di popolazioni celtiche, passando per la conquista romana del 15 a.C., fino a diventare un fulcro di una comunità agricola che ha prosperato per secoli grazie all’allevamento e alle coltivazioni.
Il destino di Curon Venosta cambiò drasticamente alla fine degli anni Quaranta. La costruzione della diga di Monte Catino, finalizzata alla produzione di energia idroelettrica, portò alla creazione del lago di Resia, un bacino artificiale ottenuto fondendo due laghi naturali preesistenti. Nonostante le vibranti proteste degli abitanti, nel 1950 l’intero vecchio borgo fu sommerso sotto le acque, insieme a oltre 160 case e alla chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al XIV secolo.
L’unico elemento rimasto visibile del vecchio borgo è l’imponente campanile romanico, alto circa 22 metri, che per ragioni di tutela storico-artistica non fu abbattuto durante l’allagamento. Da allora, questa torre si erge isolata nel lago, diventando un emblema di resistenza e un monito per le generazioni future.

Una leggenda popolare ancora oggi alimenta il fascino del campanile: si dice che nelle notti invernali si possano udire le rintocchi delle campane, nonostante queste furono rimosse negli anni Cinquanta. Al di là della suggestione, il campanile rappresenta un documento tangibile di una scelta che sacrificò un’intera comunità in nome del cosiddetto progresso industriale.
Oggi, il lago di Resia è diventato una delle mete turistiche più frequentate dell’Alto Adige. La strada statale del Passo Resia attraversa il bacino, mentre numerosi sentieri ciclabili e percorsi panoramici invitano a esplorare la natura circostante.
Nei dintorni del lago, il nuovo borgo di Curon Venosta accoglie visitatori e residenti con le sue strutture moderne, ma è il Museo Alta Val Venosta a offrire un approfondimento essenziale sulla storia della diga e del paese sommerso, preservando la memoria di un passato segnato dalla trasformazione forzata.
Chi visita la zona può inoltre scoprire luoghi naturali di grande fascino, come la sorgente dell’Adige, una delle più importanti sorgenti fluviali d’Europa, e le maestose montagne dell’Ortles, che dominano l’orizzonte con le loro vette imponenti.
