Aminoacidi già subito dopo il Big Bang: 4,6 miliardi di anni fa i mattoni della vita (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Gli aminoacidi, i mattoni della vita che risalgono a 4,6 miliardi di anni fa potrebbero aver avuto origine in un ambiente gelido e radioattivo agli albori del sistema solare terrestre e non, come si riteneva finora, in presenza di acqua calda e in un clima mite.
Lo studio sui campioni dell’asteroide Bennu
Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle science degli Stati Uniti, Pnas, e condotto dalla Penn State University sui campioni dell’asteroide Bennu raccolti e portati a Terra dalla missione Osiris-REx della Nasa.

La ricerca ha preso in esame la glicina, l’amminoacido più semplice formato da due atomi di carbonio, trovato in una quantità di polveri di Bennu non più grande di un cucchiaino. In particolare è stato analizzato un isotopo della glicina, ossia un atomi dello stesso elemento ma con un diverso numero di neutroni nel nucleo e quindi con una massa diversa.
“La glicina può formarsi in un’ampia gamma di condizioni chimiche ed è spesso considerata un indicatore chiave della chimica prebiotica primitiva”, osserva Allison Baczynski, una delle autrici della ricerca. La presenza di questo amminoacido in asteroidi o comete suggerisce che alcuni degli ingredienti fondamentali della vita potrebbero essersi formati nello spazio e essere stati trasportati sulla Terra primordiale.
Il confronto con gli amminoacidi del meteorite Murchison
I risultati ottenuti da Bennu sono stati confrontati con gli amminoacidi del meteorite Murchison, il meteorite caduto in Australia nel 1969 e celebre per contenere una grandissima quantità di amminoacidi.
Dal confronto è emerso che “i corpi progenitori di Bennu e Murchison abbiano avuto origine in regioni chimicamente distinte del Sistema solare”, osserva Ophélie McIntosh, coautrice dello studio.
“Sembra che le molecole di Murchison – aggiunge Baczynski – si siano formate attraverso un processo che richiedeva acqua liquida e temperature miti, mentre quelle su Bennu in ghiaccio congelato esposto alle radiazioni nelle zone più esterne del primo Sistema solare”.
Non solo: gli amminoacidi si presentano sempre in due forme speculari, come la mano sinistra e la mano destra. Ma in Bennu, le due forme di acido glutammico mostrano valori di azoto drasticamente diversi. Un mistero che i ricercatori della Penn State ora puntano a risolvere.
“Speriamo di poter continuare ad analizzare gli amminoacidi di una serie di meteoriti diversi. Vogliamo sapere – concludono le ricercatrici – se continuano ad assomigliare a Murchison e Bennu, o se esiste una diversità ancora maggiore nelle condizioni e nei percorsi che possono creare i mattoni della vita”.
