Interferenze GPS in Europa e Medio Oriente: jamming e spoofing alterano rotte aeree e aumentano i rischi per l’aviazione civile (foto dal web) - Blitz quotidiano
Linee spezzate, deviazioni improvvise, traiettorie che sembrano disegnate in modo casuale. Guardando le mappe dei voli online si potrebbe pensare a manovre anomale o pericolose. In realtà, spesso non è l’aereo a volare in modo irregolare, ma il sistema di tracciamento a essere disturbato.
All’origine del fenomeno ci sono jamming e spoofing del GPS, due tecniche di guerra elettronica che stanno colpendo vaste aree dell’Europa orientale e del Medio Oriente. Un problema che un tempo era limitato alle zone di conflitto attivo e che oggi arriva a sfiorare anche lo spazio aereo di Paesi dell’Unione Europea.
Nelle ultime 24 ore, le mappe delle interferenze mostravano criticità tra Mediterraneo orientale, Turchia, Mar Nero, Caucaso e Medio Oriente. La piattaforma Flightradar24 elabora queste informazioni dai messaggi ADS-B trasmessi dagli aerei, evidenziando il livello di incertezza nella posizione stimata: più aumenta il margine d’errore, più la mappa si colora dal verde al rosso.
Jamming e spoofing: come funzionano
Il jamming è la tecnica più semplice: un dispositivo a terra, su nave o su veicolo, emette un forte disturbo radio sulla stessa frequenza dei satelliti GPS (banda L, circa 1575,42 MHz). Il segnale satellitare, già molto debole, viene “coperto” dal rumore. In questo caso il navigatore perde la posizione e l’aereo si affida a sistemi alternativi come gli IRS (sistemi inerziali), segnali radio terrestri e al controllo radar.
Lo spoofing è più sofisticato e potenzialmente più pericoloso. Invece di bloccare il segnale, l’attaccante ne invia uno falso, strutturato come quello reale ma con dati di posizione e orario errati. Il ricevitore, ingannato, calcola coordinate sbagliate, anche di centinaia di chilometri. È questo il fenomeno che genera le tracce più spettacolari sulle mappe online.
Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), dal febbraio 2022 si registra un aumento marcato delle interferenze GNSS, soprattutto attorno a Mediterraneo, Mar Nero, Medio Oriente, Baltico e Artico. In un documento congiunto del 2025 con IATA, l’agenzia ha ribadito la necessità di un approccio coordinato a livello internazionale.
Numeri in crescita e rischio operativo
I dati confermano la dimensione del fenomeno. In una presentazione tecnica del 2025, Eurocontrol ha segnalato che nel 2024 le segnalazioni GNSS sono state 3.115 su 7.453 report EVAIR complessivi, con circa 550 casi classificati come spoofing. In alcune regioni, le interferenze sono ormai quasi quotidiane.
Questo non significa che i voli di linea siano “alla cieca”. Gli aerei moderni dispongono di più sistemi di navigazione e gli equipaggi sono addestrati a verificare la posizione incrociando diverse fonti. Il tracciato può apparire distorto, ma il volo reale non coincide necessariamente con quella rappresentazione.
Tuttavia, il rischio aumenta nelle fasi più delicate come decollo e atterraggio. L’Easa ha esteso fino al 6 marzo 2026 il bollettino di rischio per lo spazio aereo del Medio Oriente e del Golfo dopo gli attacchi del 28 febbraio contro l’Iran, segnalando un’esposizione elevata per l’aviazione civile.
Una mappa sempre più rossa e le contromisure
La situazione attuale sarebbe stata impensabile cinque anni fa. Le interferenze sono intense tra Polonia orientale, Paesi Baltici e Finlandia, lungo il Mar Nero e in Ucraina, nel Mediterraneo orientale, in Medio Oriente e perfino in Nord Africa e nel Mar Rosso. In alcune aree dell’Europa centrale e occidentale compaiono ormai segnali sporadici.
Finora non si sono verificati incidenti gravi attribuiti direttamente a jamming o spoofing nel trasporto commerciale. Tuttavia, l’industria sta investendo in contromisure: ricevitori GPS più resistenti, sistemi multi-costellazione che integrano Galileo, Glonass e BeiDou, rendendo più difficile disturbare simultaneamente tutti i segnali.
Il quadro resta preoccupante: le “rotte impazzite” sulle mappe sono il segnale visibile di una guerra elettronica sempre più estesa e ormai parte integrante dello scenario geopolitico globale.
