Donald Trump e Giorgia Meloni (Foto Ansa)
Tanti anni fa, quando militavo nel partito radicale di Pannella, eravamo convinti che i giovani fossero l’unica forza capace di proporre nuovi ritmi e nuove regole all’umanità, di stimolare energie produttive, di comprendere al meglio il nuovo ed interpretarlo. Tutto ciò sembrava vero, perché esistevano “questioni” universali con le quali i giovani di tutte le Nazioni potevano identificarsi, come il Vietnam e le altre guerre di liberazione dei popoli colonizzati. Esisteva una fratellanza “militante” tra giovani occidentali, gli unici al mondo che avevano la libertà di pensiero e di espressione.
Questi giovani combattevano per i diritti delle donne e degli omosessuali, il divorzio, i diritti politici. Nell’est europeo venivano su generazioni in lotta contro i crimini del comunismo. Il ventenne Jan Palach si immolava nella piazza principale di Praga perché voleva la libertà del suo popolo.
Oggi si occupa l’immobile di un Centro sociale e si martella qualche poliziotto, come massima espressione di “rivoluzione” giovanile.
Bisogna dire che il mondo non è mai stato così sconquassato come oggi, nonostante i prìncipi di libertà scritti in tutte le Costituzioni del mondo, quella russa, cinese e iraniana comprese. Possiamo ritenere che il Diritto sia diventato un velo di ipocrisia per coprire i drammi dei popoli generati da passioni e istinti che credevamo scomparsi con la fine del nazismo.
Quando pensiamo al conflitto palestinese, dobbiamo fotografare il dramma della morte in Cisgiordania ma anche in Israele, dei giovani palestinesi che imbracciano il fucile contro i giovani israeliani che combattono per la loro stessa esistenza.
Ai miei tempi, le uccisioni di iraniani assoggettati a un regime dittatoriale religioso e sanguinario, avrebbero dato vita a blocchi infiniti nelle strade e nelle piazze a Roma, Parigi, Berlino e Bruxelles. I giovani europei hanno dimenticato le vecchie battaglie. Essi non sentono l’urlo di dolore dei giovani iraniani. La fratellanza internazionale tra le giovani generazioni è ormai morta.
Tutto ciò si verifica perché gli attuali studenti osservano il declino delle civiltà libere, che sono impotenti a contrastare. Nessuno è in grado di impedire che milioni di cinesi siano privati delle libertà politiche, che milioni di nord coreani ignorino i diritti civili e vivano in schiavitù sedendosi su ordigni militari, per diverntare potenziali “aggressori” delle democrazie.
Alla domanda “se i paesi europei entreranno a fianco degli americani nella lotta contro i paesi del terrorismo”, così come gli americani erano entrati a fianco degli europei per sconfiggere il nazismo, la mia risposta è NO.
Gli americani avevano creato l’ONU per tutelare i valori del liberalismo e delle democrazie, ma si era trattato di una costruzione astratta elaborata da Giuristi, il peggio delle élites pensanti.
Il primo provvedimento dell’ONU doveva essere quello di espellere i paesi che opprimono i loro due popoli.
Il popolo iraniano è stato angariato da un regime che non riconosce i diritti dell’uomo. L’esercito, le varie polizie, la Magistratura, la Chiesa, costituiscono il braccio armato di un regime che ammazza le ragazze senza velo e i manifestanti che chiedono solo i valori di libertà previsti dalla Carta dell’ONU. Si tratta di una Casta dominante armata di tutto punto, pagata con stipendi da capogiro, che non rinuncerà mai ai propri privilegi. Gli ayatollah non si accontentano di ridurre in schiavitù la propria gente, ma investono le immense ricchezze petrolifere per espandere i loro artigli sulle tribù arabe confinanti e sull’occidente degli “imbelli”.
Il terrore degli iraniani è che Trump si comporti come ha fatto con Maduro e come, prima di lui, si erano comportati Bush e Obama con l’Iraq e la primavera araba: si eliminano i capi e si mantiene il regime dei mostri. Sentiamo la voce di un giovane fuggiasco iraniano. Nessuna trattativa è possibile. Bisognerebbe ottenere che le polizie morali siano disarmate, che si introduca il diritto di manifestare, che la Magistratura sia ricostituita dalle fondamenta, che il parlamento e il governo siano designati con libere elezioni, che dalle scuole vengano allontanati i preti, che finiscano i finanziamenti al terrorismo. L’atomica è l’ultimo dei problemi nazionali.
Gli europei, invece di aiutare Trump, cercano di delegittimarlo. Basterà sentire cosa dicono le piccole comparse della politica in Italia. E’ vero, il regime iraniano è una dittatura sanguinaria che non ha precedenti nella storia umana e tuttavia la guerra è “contraria ai principi internazionali”. In questo modo non si condanna il regime ma il popolo.
L’altro luogo comune è che Trump non si muove per la libertà del popolo iraniano, ma per questioni economiche.
È questa l’ideologia catto-comunista che pensa agli affari come cosa sporca. Eppure, i problemi degli italiani sono solo di natura economica: pagare di meno le bollette e la benzina, andare all’estero in vacanza, continuare ad avere la Sanità pubblica e le pensioni, meglio se anticipate. La potenza straniera che si insediasse in Italia garantendo questi diritti economici e sociali, conseguiti a spese dello Stato, vincerebbe qualsiasi Referendum popolare e avrebbe il plauso dei Sindacati.
L’esaltazione di Macron come campione europeo che denuncia l’attacco alla sovranità nazionale dell’Iran è la barzelletta del secolo. Basterà ricordargli che era stata la Francia di Sarkosy ad attaccare la Libia con effetti dirompenti per l’area mediterranea.
L’altra barzelletta è che Trump avrebbe agito senza consultarsi con l’Europa, un emisfero senza identità nel quale ogni leader, da Sanchez in su la pensa diversamente. L’idea che sarebbe stato opportuno allargare la platea dei paesi impegnati contro il regime iraniano, è roba da principianti. Il militanti politici che hanno fatto un corso accelerato alle serali, si sentono strateghi illuminati quando “rivelano” al popolo che Netanyahu e Trump “cercano la guerra per restare al potere”.
Netanyahu è ricercato come criminale ed è indagato per reati comuni. Trump deve nascondere la crisi di consensi interna.
Vedete, il governo italiano non è stato informato dei bombardamenti, perché Trump ha snobbato la Meloni che si dichiara così intima del tycoon! Guido Crosetto si trovava in Dubai con la famiglia durante l’attacco all’Iran e trascurava il suo lavoro di ministro. Dinnanzi a problemi così esiziali per la sopravvivenza della nostra civiltà, si fanno interpellanze parlamentari per aumentare di un punto il consenso elettorale.
L’incolto condanna gli interventi senza capirne le ragioni, e l’opinionista “politico” diventa un mistificatore, una macchietta del teatro palermitano dei pupi.
La verità è semplice: la Meloni è snobbata perché il nostro paese “ripudia la guerra” e non sarà mai in grado di inviare truppe per difendere l’occidente dal terrorismo.
È anche il ventre molle della Nato, perché la “mission” dei nostri soldati è quella di fare corsi di formazione professionale dei militari. L’esercito può mobilitarsi solo su ordine dell’Onu, un ordine che non potrà mai intervenire per via dei veti incrociati di Cina e Russia, ed è perfino dubbio che possa intervenire su richiesta della Nato perché la guerra è stata “avviata” dagli occidentali.
Sarebbe a rischio anche l’utilizzo delle rampe di lancio italiane.
Se gli iraniani buttassero un petardo in Italia scoppierebbe la guerra civile oppure, evento ancor più drammatico, il popolo insedierebbe un governo monocolore guidato da Giuseppe Conte. Insomma, Trump sa benissimo di non poter contare sull’Italia e bisogna farsene una ragione.
Anche l’art. 26 della Costituzione tedesca vieta la guerra, ma l’attuale governo di centro sinistra investe importanti risorse nell’industria bellica come risposta alla crisi economica in atto.
C’è poi il caso del Giappone, la cui Costituzione (art. 9) non riconosce il diritto di belligeranza dello Stato. Tuttavia il governo Takaiki ha in programma il rilancio alla grande del settore difesa per la pressione militare della Cina e della Corea del Nord ai propri confini. Insomma, le Costituzioni di ottanta anni fa sono diventate arnesi consumati rispetto ai problemi di oggi.
L’altra contestazione alla Meloni è quella di essere “sovranista”. L’Italia “sovranista” potrebbe essere utile ma è ormai troppo tardi, perché i buoi sono scappati.
Lo spirito europeista più elevato è stato quello dei governi italiani che avevano chiuso le nostre fabbriche e ci avevano trasformato da paese industriale in paese “assemblatore”. I nostri operai e tecnici sono stati riconvertiti in camerieri e operatori di villaggi turistici.
Abbiamo creduto all’integrazione economica europea e ci siamo ritrovati nell’Europa delle Patrie.
Il fatto è che c’è stato un degrado della coscienza collettiva nelle democrazie, l’idea cioè che qualsiasi appropriazione parassitaria da parte delle organizzazioni “popolari” sia “legittima”.
Vi ricorderò un antico episodio che ha segnato il passaggio di potere da una Autarchia al parlamentarismo.
La Regina Elisatetta Prima, la vergine fondatrice dell’impero Britannico, aveva concesso al suo stalliere il monopolio di fabbricazione e commercio delle carte da gioco. Il Parlamento revocò l’esclusiva che rappresentava un privilegio. Una vittoria del diritto, penserete voi: nient’affatto, il monopolio, pochi mesi dopo, fu concesso dalla Camera dei Comuni ad una Cooperativa.
Il diritto all’abuso era solo passato di mano. L’abuso è identico se lo esercita un Despota o il Popolo.
Accade oggi che i paesi Arabi con i quali si allea Trump fanno cartello per sfruttare al meglio le loro risorse petrolifere che detengono per grazia di Allah, e impongono i prezzi di “mercato”.
Il Piano Mattei è superato perché cercava di mettere l’Eni in concorrenza con le Sette sorelle, allo scopo di offrire migliori condizioni economiche per l’estrazione del petrolio. Oggi i paesi Arabi se ne fregano dei vantaggi per il loro paese, vogliono solo aumentare il tesoro della “Corona”.
La rivolta contro lo Scià di Persia voleva eliminare la corruzione del regime monarchico. Stiamo oggi scoprendo che il tesoro di Khamenei, la guida spirituale della Repubblica islamica, era superiore a quello di Mohamad Reza Palevi. Che Nostro Signore, Allah, Budda, Zoroastro e la Trimurti, ci liberino dagli “onesti”!
