Pensioni, per 300 euro come comparsa nel film "Ferrari" l'Inps gli taglia 34mila euro. Ma perde in tribunale (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Un pensionato di Modena, un paio di anni fa, ha avuto la malaugurata idea di soddisfare un suo desiderio: partecipare – in qualità di comparsa niente di eccezionale una bazzecola da 300 euro di compenso – al film dedicato a Enzo Ferrari, quello con Adam Driver e Penelope Cruz.
Il problema della cumulabiltà dei redditi
Ritiratosi dal lavoro con 38 anni di contributi e 62 di età anagrafica, il pensionato in questione fa parte del contingente quota 100: l’Inps, inflessibile se ne è accorta. E gliela ha fatta pagare cara.

Allora, dal momento che chi fa parte di quel contingente definito quota 100 non può cumulare redditi da lavoro dipendente, quei 300 euro gli valgono la decurtazione di un anno di pensione, il 2023. Fanno 34mila euro.
Contestazioni, tentativi di mediazione tramite Caf, tutto inutile. Si va a processo. Dove l’Inps ha perso perchè per il giudice del lavoro la prestazione da comparsa del pensionato poteva inquadrarsi “come lavoro occasionale autonomo, cumulabile con il suo trattamento pensionistico”. Per un punto, per poco Martin non perdeva la cappa.
