"Santanchè è una donna tosta ma Meloni ha fatto bene a mollarla". Le parole di Storace (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
“Spigolosa. Tosta. Lei stessa disse di essere una donna con gli attribuiti, no? L’amarezza ci sta. È durissima dimettersi da ministro. A me è successo. Nel 2006, per il Laziogate. Le concordai con Fini, Berlusconi non voleva. Sette anni dopo venni assolto perché il fatto non sussiste”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, Francesco Storace, commentando le dimissioni della ministra Daniela Santanchè.
Meloni ha fatto bene a chiederle le dimissioni? “Certo. Purtroppo Daniela era entrata nel mirino della sinistra che la contestava per le inchieste” aggiunge. Lei con Daniela Santanché ci fece un partito. “Sì, la Destra – afferma ancora -. Solo che dopo poco mi mollò per tornare da Berlusconi, che in seguito la nominò sottosegretaria. Il Cavaliere ebbe però la carineria di avvertirmi prima, tramite Verdini: apprezzai molto”. “Il referendum è stata una botta imprevista, ma la premier Giorgia Meloni ha certamente la capacità per ricreare l’entusiasmo attorno a sé” conclude Storace.
Gasparri: “Se lo chiede la premier allora è un atto dovuto”
“Il giudizio di merito viene dopo. Se il presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, lo fai”. Lo afferma, in un’intervista a Il Resto del Carlino, Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia in Senato, commentando le dimissione della ministra Santanchè. “Daniela – aggiunge – avrà tutto il tempo per dimostrare le proprie ragioni. Intanto c’era una gerarchia da rispettare. Un dibattito sulla fiducia sarebbe stato paradossale. Ha fatto bene a cedere: anche se si ritiene che non sia giusto, di fronte a un pronunciamento così elevato non si può che prenderne atto e rispettarlo”.
“Un premier – prosegue Gasparri – deve farsi carico di tanti problemi e doveri, sia in sede interna che internazionale, e a questo ci aggiunge la capacità di raccogliere e mantenere un forte consenso: ce lo ha Giorgia come in passato lo ebbe Berlusconi. Dunque il suo messaggio alla Santanchè è stato: faccio tanti sacrifici per il mio ruolo, ma ho bisogno che tutti agevoliate il mio impegno. Ad oggi le sue dimissioni sono state ritenute necessarie. Poi, ripeto: ci sarà tempo e modo per dimostrare le sue ragioni”. La riforma della giustizia verrà mai più riproposta? “Le mie posizioni rimangono identiche – conclude Gasparri -: fosse per me la riproporrei domani. Ma obiettivamente non è più all’ordine del giorno. Ci sono tanti temi economici e sociali nell’agenda dell’ultimo anno di governo. Serve riconoscere le priorità”.
