La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 8 aprile - Blitz Quotidiano
La notizia principale in apertura sui quotidiani è quella relativa allo scambio di minacce di ieri fra Stati Uniti e Iran in attesa della scadenza la notte scorsa dell’ultimatum all’Iran del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Poi la svolta nella notte, con la decisione di Trump di prorogare di due settimane l’ultimatum, aprendo all’ipotesi di uno stop ai bombardamenti legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. “Corsa per fermare Trump”, è l’apertura di Repubblica. “Morirà un’intera civiltà”, è invece la prima pagina del Corriere della Sera. “Con la scusa della guerra ci riprovano col lockdown”, titola La Verità.
La rassegna stampa di oggi:
“Corsa per fermare Trump” (La Repubblica).
“Morirà un’intera civiltà” (Il Corriere della Sera).
“La violenza e il caos”, di Walter Veltroni: “Perché nella casa di quel popolo, piena dei tesori di una cultura millenaria era giunto uno straniero privo di conoscenze, di sapere, di civiltà, di sensibilità o gusto… dotato solo di tutte le abilità del demagogo capace di affabulare, senza scrupoli, senza pietà, esperto di tutti i trucchi con cui si ingannano gli stolti e i bambini, un dilettante di tutte le scienze e le arti, a parte l’arte della cattiveria, un venditore ambulante senza vergogna e senza misura, uno che tramava piani per il futuro e che si proclamava innocente in pubblico, un bugiardo che non manteneva la parola e diventava ora dopo ora sempre più pazzo e criminale”.
“Iran-Trump, i giorni del terrore” (La Stampa).
“Caro energia, il Governo lavora al piano. Patto stabilità, la Ue: no a sospensioni” (Il Sole 24 Ore).
“Il mondo appeso a Trump” (Il Messaggero).
“Il voto in Ungheria e il futuro dell’Europa”, di Romano Prodi: “Domenica prossima i cittadini ungheresi saranno chiamati a votare per le prossime elezioni politiche. In teoria dovrebbe essere un avvenimento di modesto peso perché si tratta di un paese che, pur erede di una storia gloriosa, ha meno di dieci milioni di abitanti, pari a poco più del 2% dell’intera popolazione dell’Unione Europea. Si tratta invece di una sfida di estrema importanza perché l’Ungheria, durante i sedici lunghi anni del governo di Victor Orban è stata il consapevole strumento usato dalle tre grandi potenze mondiali per indebolire la già complessa e fragile costruzione europea. Orban si è progressivamente identificato con la politica russa, condividendo la crescente distanza dall’Unione Europea e l’aperta ostilità nei confronti dell’Ucraina”.
“Dies Iran” (Il Giornale).
“Boom” (Il Manifesto).
“Il pentito Amico parla dei contatti in Lega e FI” (Il Fatto Quotidiano).
“Manco le basi”, di Marco Travaglio: “Dice bene Guido Crosetto al Corriere: “È una situazione che non ha precedenti nei decenni recenti” e rischiamo “che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più… L’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia…”.
“Guerre (in)civili” (Avvenire).
“Balle atomiche” (Libero).
“Cabaret dem alla Camera” di Mario Sechi: “Ieri in Parlamento si è svolto un dibattito surreale. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, chiamato dall’opposizione a dare un’informativa sul caso Sigonella e l’utilizzo delle basi militari in Italia, ha parlato in aula senza essere né capito né ascoltato dall’opposizione. Come certi studenti, a sinistra hanno un problema di attenzione, nel Partito democratico, tra i compagni del campo largo, sono alla perenne ricerca del “caso del giorno”, così quando Crosetto si è presentato a Montecitorio, avevano già cambiato argomento…”.
“Con la scusa della guerra ci riprovano col lockdown” (La Verità).
“Iran, Trump minaccia l’apocalisse. Il mondo in mano a un sociopatico” (Domani).












