La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 6 maggio - Blitz Quotidiano
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa al nuovo attacco del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Papa Leone XIV. Trump lo ha accusato di mettere in pericolo la vita di molti cattolici perché secondo lui non reagirebbe in maniera adeguata alla possibilità che l’Iran possa costruire un’arma nucleare. “Trump alza lo scontro. Il Papa: predico la pace”, è la prima pagina di Repubblica. “Papa-Trump, alta tensione”, titola La Stampa. “Niente più indagini se ha un amico in Parlamento”, è invece l’apertura del Fatto Quotidiano.
La rassegna stampa di oggi:
“Trump alza lo scontro. Il Papa: predico la pace” (La Repubblica).
“L’altolà del Papa a Trump” (Il Corriere della Sera).
“Scuola e lavoro, fanalini di coda Ue”, di Maurizio Ferrera: “Pochi sanno che la Ue effettua un monitoraggio annuale non solo sui conti pubblici, ma anche sulla situazione sociale dei Paesi membri. È un processo relativamente nuovo (siamo alla seconda edizione), e non sono previste sanzioni. Si tratta però di qualcosa di più che un semplice esercizio statistico. Il fine è quello di misurare il grado di convergenza sociale fra Paesi e individuare i «rischi» che eventuali deviazioni possono provocare a livello nazionale e europeo. Anche se il welfare è di competenza prevalentemente nazionale, ci sono due buoni motivi per occuparsi di convergenza”.
“Papa-Trump, alta tensione” (La Stampa).
“Nel piano casa del Governo entrano 53mila immobili residenziali pubblici” (Il Sole 24 Ore).
“Trump, nuovo attacco al Papa” (Il Messaggero).
“Le due facce della guerra”, di Giuseppe Vegas: “I nostri nonni conoscevano le guerre per averle patite direttamente. I ragazzi del terzo millennio le conoscono per averle sentite raccontare o solo lette sui libri di scuola. Ne sono stati così tanto lontani da considerarle un qualcosa che non li riguarda. Oggi la pace conquistata nel secondo dopoguerra sta cedendo il posto alla conflittualità. La possibilità concreta della guerra è entrata a far parte della nostra vita collettiva: evento che tutti sperano non possa toccarci direttamente, ma che segna le nostre giornate. Dato che ormai siamo abituati a rappresentare la vita come un concatenarsi di “storie”, anche la guerra si va trasformando in evento sociale su cui sbizzarrirsi nei commenti”.
“Io, imam di Francia e i partiti islamisti. Vogliono la sharia. L’Italia è in pericolo” (Il Giornale).
“Santa pazienza” (Il Manifesto).
“Niente più indagini se ha un amico in Parlamento” (Il Fatto Quotidiano).
“Sempio e lo scempio”, di Marco Travaglio: “Da quando la cronaca giudiziaria la fa chi non ha mai visto un processo neppure col binocolo e crede che l’incidente probatorio sia la bicicletta delle gemelle Cappa che va a sbattere contro quella di Alberto Stasi, può succedere di tutto. Anche lo scempio del diritto, della pietà e della decenza…”.
“Predico il Vangelo” (Avvenire).
“Scandalo foto osé false. Così infangano Giorgia” (Libero).
“Il messaggio del Papa sulla Bomba iraniana”, di Mario Sechi: “Nel 1993 Samuel Huntington pubblicò un libro intitolato “La terza ondata”, uno studio sui processi di democratizzazione alla fine del XX secolo. Ne riporto un passaggio che può essere utile a inquadrare lo scenario, ieri e oggi: «Con Giovanni Paolo II, il Vaticano si è decisamente spostato al centro della lotta contro l’autoritarismo. Nel marzo 1979, nella sua prima enciclica, Giovanni Paolo II ha esplicitamente denunciato le violazioni dei diritti umani e ha identificato la Chiesa come il “guardiano” della libertà, quale condizione e fondamento della dignità della persona umana”.
“Buttati altri soldi nei film. Ma è Giuli o Franceschini?” (La Verità).
“Annuncio la pace, critichi pure. Leone XIV azzanna Donald Trump” (Domani).












