Rimborso 730, attenzione alla scadenza di maggio: cosa rischia chi ritarda la dichiarazione (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Maggio rappresenta un mese decisivo per chi attende il rimborso della dichiarazione dei redditi nel minor tempo possibile. Anche se la normativa consente di presentare il modello 730 fino al 30 settembre 2026, rispettare la scadenza consigliata di fine maggio permette di evitare ritardi che potrebbero protrarsi per tutta l’estate o addirittura fino alla fine dell’anno.
Molti contribuenti non sanno che il momento in cui si presenta la dichiarazione incide direttamente sui tempi di accredito del rimborso fiscale. Per lavoratori dipendenti e pensionati, infatti, anticipare la consegna della documentazione consente di ottenere il rimborso direttamente in busta paga o nel cedolino pensionistico nei primi mesi utili.
Per tante famiglie il rimborso Irpef rappresenta una risorsa economica importante, soprattutto in vista delle spese estive. Saltare la finestra di maggio non comporta la perdita del diritto al rimborso, ma può allungare sensibilmente i tempi di attesa.
Chi si affida a CAF o professionisti abilitati dovrebbe quindi muoversi con anticipo, evitando le ultime settimane disponibili, quando gli uffici si trovano spesso sommersi dalle richieste e le lavorazioni possono rallentare.
Quando arriva il rimborso del modello 730
Per chi presenta il modello 730 entro la fine di maggio, il rimborso fiscale viene generalmente erogato già con la busta paga di luglio 2026, mentre i pensionati lo ricevono nel cedolino di agosto.
Il meccanismo è semplice: il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’INPS, riceve il prospetto di liquidazione e anticipa direttamente al contribuente le somme spettanti. Successivamente recupera quanto versato tramite compensazioni fiscali.
La rapidità del rimborso dipende però dalla data di trasmissione della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate. Ecco perché è importante consegnare tutta la documentazione necessaria al CAF entro maggio: solo così si rientra nel primo scaglione utile di elaborazione.
Per chi utilizza il 730 precompilato online in autonomia, le tempistiche risultano leggermente più flessibili. Dal 14 maggio è infatti possibile modificare, integrare e inviare direttamente la dichiarazione tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, anche in questo caso, prima si trasmette il modello e prima si riceve il rimborso.
Va ricordato inoltre che eventuali controlli preventivi possono rallentare tutto l’iter. Se il rimborso supera i 4.000 euro oppure emergono incongruenze nella dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate può sospendere il pagamento per effettuare verifiche approfondite, con tempi che possono arrivare fino a sei mesi.
Le differenze tra dipendenti e pensionati
Per i lavoratori dipendenti il rimborso fiscale viene normalmente accreditato direttamente nella retribuzione mensile. Chi presenta il 730 entro maggio, salvo controlli particolari, riceverà quindi le somme già a luglio.
Per i pensionati il sistema è analogo, ma i tempi risultano leggermente più lunghi. In questo caso il sostituto d’imposta è l’INPS, che gestisce i rimborsi con circa un mese di ritardo rispetto ai datori di lavoro privati. Per questo motivo il rimborso arriva generalmente nel cedolino di agosto.
Anche per i pensionati, però, la tempestività nella consegna dei documenti fa la differenza. Presentare la dichiarazione troppo tardi significa rischiare di vedere slittare il pagamento fino agli ultimi mesi dell’anno.
Inoltre, il mese effettivo del rimborso non dipende solo dalla data in cui il contribuente firma la dichiarazione, ma anche dalla rapidità con cui il CAF o il professionista incaricato riesce a trasmetterla all’Agenzia delle Entrate.
Cosa succede se si presenta il 730 dopo maggio
Chi presenta il modello 730 dopo il mese di maggio non perde il diritto al rimborso fiscale. La scadenza ufficiale resta infatti fissata al 30 settembre 2026. Tuttavia, i tempi di accredito possono allungarsi sensibilmente.
Le dichiarazioni trasmesse nei mesi estivi vengono elaborate progressivamente e il rimborso può arrivare solo in autunno o addirittura a dicembre, soprattutto per i pensionati che inviano il modello a settembre.
Situazione diversa per chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso il rimborso non viene accreditato in busta paga o nella pensione, ma viene pagato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. I tempi, indipendentemente dalla data di presentazione della dichiarazione, risultano generalmente più lunghi e spesso l’erogazione avviene verso la fine dell’anno.
Per evitare ritardi e avere il rimborso disponibile già durante l’estate, il consiglio resta quindi quello di organizzarsi con anticipo, raccogliere tutta la documentazione necessaria e presentare il modello 730 entro la fine di maggio.
