Bonus alluvioni, fino a 3mila euro per autonomi e lavoratori colpiti dalle emergenze meteo (foto ANSA) - Blitz quotidiano
L’emergenza meteo che ha colpito diverse aree del Sud Italia nei primi mesi del 2026 trova una prima risposta economica con il nuovo “Bonus Alluvioni” introdotto dall’Inps tramite circolare del 7 maggio. Si tratta di un’indennità una tantum pensata per sostenere i lavoratori autonomi e parasubordinati costretti a interrompere le attività a causa di alluvioni, frane e condizioni estreme del territorio.
L’obiettivo è garantire una forma di liquidità immediata a chi vive di reddito giornaliero e si è trovato improvvisamente senza possibilità di lavorare. Tuttavia, il provvedimento apre anche un dibattito sulla reale efficacia del sostegno rispetto ai danni subiti da attività produttive e professionali.
Importi, limiti e criticità del contributo
Il bonus prevede un’indennità di 500 euro per ogni periodo di sospensione lavorativa, fino a un massimo di 15 giorni, con un tetto complessivo di 3.000 euro per lavoratore. La misura riguarda i danni o le interruzioni avvenute tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026.
L’accesso è semplificato grazie all’autocertificazione, ma il limite economico solleva perplessità: per chi ha perso attrezzature, merci o interi cicli produttivi, l’importo appare insufficiente per una reale ripartenza. Il rischio evidenziato è che il contributo serva solo a coprire spese immediate, senza incidere sulla ricostruzione economica delle attività colpite.
Chi può richiederlo e quali sono i requisiti
Il bonus è destinato a lavoratori autonomi, professionisti, imprese individuali e collaboratori coordinati e continuativi, inclusi dottorandi e medici specializzandi, oltre agli agenti di commercio. Possono accedere solo coloro che operano o risiedono nei comuni di Calabria, Sardegna e Sicilia interessati dallo stato di emergenza del 26 gennaio.
Un nodo centrale riguarda la prova della sospensione dell’attività, che potrebbe risultare complessa in assenza di documentazione ufficiale come ordinanze o chiusure formali.
Domanda digitale, scadenze e controlli
La richiesta deve essere presentata esclusivamente online entro il 20 giugno 2026 tramite il portale Inps, utilizzando SPID, CIE o CNS e accedendo alla sezione dedicata alle prestazioni non pensionistiche. In alternativa è possibile rivolgersi ai patronati o al Contact Center.
L’Inps effettuerà i pagamenti sulla base delle dichiarazioni presentate, ma ha già annunciato controlli successivi approfonditi. In caso di irregolarità scatteranno recuperi e sanzioni.
La misura rappresenta un primo banco di prova per valutare la capacità del sistema pubblico di rispondere rapidamente agli effetti sempre più frequenti delle emergenze climatiche sulle attività economiche locali.
