Dichiarazione dei redditi, come recuperare fino a 2mila euro di bonus non ricevuti in busta paga (foto ANSA) - Blitz quotidiano
In sede di dichiarazione dei redditi, alcuni lavoratori dipendenti possono recuperare fino a 1.995 euro netti qualora non abbiano già beneficiato delle relative agevolazioni direttamente in busta paga nel corso del 2025. La misura riguarda in particolare chi ha percepito un reddito annuo compreso tra 8.500 e 15.000 euro, corrispondente a uno stipendio lordo mensile indicativamente compreso tra 650 e 1.150 euro.
L’importo deriva dalla somma di due benefici fiscali: il trattamento integrativo da 100 euro mensili, noto come ex bonus Renzi, e il nuovo contributo introdotto nel 2025 per ridurre il cuneo fiscale. Entrambe le misure possono essere riconosciute mensilmente dal datore di lavoro oppure recuperate successivamente tramite la dichiarazione dei redditi.
Perché scegliere il recupero con il 730
Alcuni lavoratori preferiscono non ricevere questi importi mese per mese e attendere il conguaglio fiscale. Questa scelta permette innanzitutto di verificare con precisione il reddito effettivamente percepito durante l’anno, evitando il rischio di ricevere somme non spettanti che potrebbero poi essere richieste indietro.
C’è poi chi preferisce ottenere un rimborso più consistente in un’unica soluzione. In questo modo, anziché ricevere circa 165 euro aggiuntivi ogni mese, è possibile ottenere quasi 2.000 euro in una sola volta attraverso il rimborso Irpef collegato alla dichiarazione dei redditi. Per chi ha scelto questa opzione è importante verificare attentamente i dati presenti nel modello 730 precompilato e nella documentazione fiscale ricevuta dal datore di lavoro.
Come si arriva alla cifra di 1.995 euro
Il primo beneficio è rappresentato dal trattamento integrativo, che garantisce 100 euro netti al mese per dodici mensilità, per un totale massimo di 1.200 euro annui. A questo si aggiunge il contributo legato al taglio del cuneo fiscale introdotto nel 2025. Per i lavoratori che rientrano nella fascia di reddito tra 8.500 e 15.000 euro, il beneficio può arrivare al 5,3% delle somme percepite. Nella situazione più favorevole il vantaggio economico raggiunge circa 795 euro all’anno. La somma dei due interventi porta quindi a un beneficio complessivo massimo di 1.995 euro netti, recuperabili in sede di dichiarazione se non già riconosciuti dal sostituto d’imposta.
Cosa verificare nella Certificazione Unica
Per capire se i bonus sono già stati erogati oppure possono essere recuperati con il 730, il documento di riferimento è la Certificazione Unica 2026 relativa ai redditi del 2025. Per il trattamento integrativo occorre controllare in particolare il punto 391 della CU, dove viene riportato l’importo eventualmente già riconosciuto dal datore di lavoro. I punti successivi consentono invece di verificare eventuali somme non erogate, recuperate o ancora da recuperare dopo il conguaglio.
Per quanto riguarda il beneficio collegato al taglio del cuneo fiscale, bisogna consultare la sezione dedicata alle somme che non concorrono alla formazione del reddito. Il riferimento principale è il punto 725, che indica l’importo effettivamente corrisposto al lavoratore. Se tale importo non risulta erogato e il contribuente possiede i requisiti richiesti, il recupero potrà avvenire direttamente attraverso la dichiarazione dei redditi, consentendo di ottenere il rimborso spettante.
