Canone Rai 2026, ultima chiamata per l’esenzione: scadenza al 30 giugno (foto ANSA) - Blitz quotidiano
C’è tempo fino al 30 giugno per presentare la richiesta di esenzione dal Canone Rai 2026 relativa al secondo semestre dell’anno. Si tratta di una scadenza importante per molti contribuenti, che consente di evitare il pagamento dell’imposta televisiva da luglio a dicembre e ottenere un risparmio complessivo di 45 euro.
Chi non presenta la domanda entro questa data dovrà versare il canone per l’intero anno, a meno che non rientri nei casi specifici previsti dalla normativa. La finestra temporale è quindi decisiva anche per chi ha maturato i requisiti solo dopo la precedente scadenza di gennaio.
Chi ha diritto all’esenzione dal Canone Rai
L’esenzione può essere richiesta da chi non possiede alcun apparecchio televisivo nella propria abitazione. Secondo l’Agenzia delle Entrate, rientrano in questa categoria i soggetti che non dispongono di dispositivi in grado di ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare, anche tramite decoder esterni. Sono esclusi da questa definizione smartphone e tablet.
Il beneficio spetta anche agli over 75 con reddito complessivo non superiore a 8.000 euro, inclusivo dell’eventuale reddito del coniuge convivente. L’agevolazione non è concessa se in famiglia sono presenti altri redditi superiori, fatta eccezione per eventuali collaboratori domestici o assistenti personali.
Come presentare la domanda e cosa succede dopo la scadenza
Per ottenere l’esenzione è necessario compilare un’apposita autocertificazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, dichiarando di non possedere un televisore oppure di rispettare i requisiti anagrafici e reddituali previsti. La domanda può essere inviata telematicamente tramite CAF o professionisti abilitati, oppure tramite PEC o raccomandata agli indirizzi ufficiali indicati dall’amministrazione fiscale.
Se la richiesta viene presentata entro il 30 giugno, l’esenzione vale per il secondo semestre 2026. Le domande inviate successivamente avranno invece effetto solo per l’anno successivo, costringendo quindi al pagamento del canone fino alla fine dell’anno in corso anche in presenza dei requisiti.
