Salire le scale può proteggere il cuore? Lo studio su quasi mezzo milione di persone (blitzquotidiano.it)
Trasformare in abitudine un semplice gesto come salire le scale, potrebbe essere associato a importanti benefici per la salute cardiovascolare.
Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2026 sull’American Journal of Cardiovascular Drugs ha analizzato i dati di 9 studi e 480.479 persone, seguite per un periodo mediano di circa 14 anni. Il risultato più sorprendente riguarda la mortalità cardiovascolare: chi saliva regolarmente le scale presentava un rischio di morte per cause cardiovascolari inferiore del 39% rispetto a chi lo faceva meno frequentemente.
Lo stesso gruppo mostrava inoltre un rischio di morte per qualsiasi causa inferiore del 24%.
Numeri importanti, ma che devono essere interpretati correttamente: si tratta di un’associazione osservata negli studi, non della dimostrazione che salire le scale da solo prevenga il 39% delle morti cardiache.
La scoperta, però, rafforza un messaggio molto più semplice: anche piccoli momenti di movimento inseriti nella vita quotidiana possono contribuire alla salute del cuore.
Perché proprio le scale possono essere utili al cuore
Salire le scale non è equivalente a una passeggiata tranquilla. Il corpo deve sollevare il proprio peso contro la gravità e, di conseguenza, aumentano rapidamente la frequenza cardiaca, la ventilazione e il lavoro dei muscoli delle gambe.
È quindi un’attività relativamente breve ma abbastanza intensa, capace di mettere alla prova il sistema cardiovascolare.
Questo può contribuire, nel tempo, a migliorare la fitness cardiorespiratoria, cioè la capacità dell’organismo di utilizzare ossigeno durante lo sforzo.
E non è necessario trasformare le scale in un allenamento sportivo per ottenere un vantaggio. Il loro interesse sta proprio nel fatto che possono essere utilizzate senza dover trovare un’ora libera per andare in palestra.
Lo studio ha seguito quasi mezzo milione di persone
La ricerca condotta da ricercatori dell’University of East Anglia e del Norfolk and Norwich University Hospital ha riunito i risultati di nove studi osservazionali, per un totale di 480.479 partecipanti.
Le persone coinvolte avevano un’età compresa indicativamente tra 35 e 84 anni e comprendevano sia soggetti sani sia persone con una precedente storia di problemi cardiovascolari. Circa il 53% dei partecipanti era costituito da donne.
Il periodo mediano di osservazione era di circa 14 anni, un intervallo sufficientemente lungo per analizzare la relazione tra l’abitudine a salire le scale e diversi esiti cardiovascolari.
Il risultato più evidente è stato quello relativo alla mortalità cardiovascolare.
Rispetto alle persone che salivano raramente le scale, quelle che lo facevano più frequentemente presentavano un 39% di rischio relativo in meno di morire per malattie cardiovascolari.
La mortalità per tutte le cause risultava invece inferiore del 24%.
Sei rampe al giorno possono essere il “punto interessante”?

È probabilmente il dato destinato a incuriosire maggiormente i lettori. Nell’analisi, una sottovalutazione dei dati ha individuato circa sei rampe di scale al giorno, equivalenti a circa 60-70 gradini, come un livello associato a una riduzione particolarmente favorevole del rischio cardiovascolare.
Attenzione, però: non significa che esista una soglia magica.
Non possiamo dire che 61 gradini proteggano il cuore mentre 59 non servano a nulla.
Gli studi analizzati utilizzavano modalità differenti per misurare l’attività sulle scale e, soprattutto, non erano studi progettati per assegnare casualmente alle persone un preciso numero di gradini ogni giorno.
Il dato dei sei piani è quindi meglio interpretato come un’indicazione interessante, non come una prescrizione medica.
Anche pochi minuti di movimento possono avere un significato
Uno degli aspetti più interessanti della ricerca è che richiama l’attenzione su una forma di attività fisica che non richiede necessariamente una sessione strutturata.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che qualsiasi quantità di attività fisica è meglio dell’inattività e che tutti i tipi di movimento possono contribuire alla salute. L’attività fisica regolare è associata a un minor rischio di malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete di tipo 2 e mortalità.
Per gli adulti, l’OMS raccomanda complessivamente almeno 150-300 minuti di attività aerobica moderata alla settimana, oppure 75-150 minuti di attività vigorosa, oltre agli esercizi di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana.
Le scale non sostituiscono necessariamente tutto questo.
Possono però essere un modo estremamente semplice per aggiungere movimento a quello che già facciamo ogni giorno.
Il vantaggio è anche interrompere la sedentarietà
Pensiamo a una giornata tipica. Automobile, ascensore, scrivania, divano, televisione. Anche chi non si considera completamente sedentario può trascorrere molte ore consecutive seduto.
Scegliere le scale significa introdurre piccoli intervalli di attività fisica all’interno di queste giornate.
Ed è proprio questo il principio che l’OMS considera importante: ridurre il tempo sedentario e aumentare il movimento complessivo. Una maggiore sedentarietà è associata a un aumento del rischio di mortalità cardiovascolare e di altre malattie croniche.
Non è necessario quindi pensare soltanto all’allenamento. Anche il modo in cui ci spostiamo durante la giornata contribuisce al nostro livello complessivo di attività.
Ma salire le scale fa davvero vivere più a lungo?
Qui è necessario frenare un po’ l’entusiasmo. Il risultato del 39% è impressionante, ma lo studio non dimostra un rapporto di causa-effetto.
Le persone che scelgono abitualmente le scale potrebbero essere diverse, sotto molti aspetti, da quelle che prendono sempre l’ascensore.
Potrebbero camminare di più, avere un peso corporeo differente, fumare meno, mangiare meglio o essere generalmente più attente alla propria salute.
In altre parole, salire le scale potrebbe essere anche un indicatore di uno stile di vita complessivamente più attivo.
Gli stessi ricercatori sottolineano che molti degli studi inclusi erano osservazionali e che alcuni dati sull’abitudine a salire le scale provenivano direttamente dalle dichiarazioni dei partecipanti.
Per questo il risultato è molto interessante, ma non può essere tradotto in “salire le scale riduce del 39% la mortalità cardiovascolare”.
La formulazione corretta è: chi saliva regolarmente le scale aveva un rischio cardiovascolare e una mortalità più bassi.
Le scale possono aiutare anche a migliorare la forma fisica
Nonostante i limiti, esiste una ragione fisiologica per cui il risultato è plausibile.
Salire le scale richiede un’intensità relativamente elevata in poco tempo. Ripetere questo stimolo regolarmente può contribuire a migliorare la capacità cardiorespiratoria e la forza degli arti inferiori.
È un concetto particolarmente interessante con l’avanzare dell’età.
Avere gambe forti non serve soltanto per fare sport: significa anche avere maggiore facilità nel salire una rampa, alzarsi da una sedia, camminare e mantenere l’autonomia. In questo senso, le scale possono rappresentare una forma molto semplice di movimento funzionale.
Non serve correre su per le scale
C’è però una differenza importante tra usare le scale e trasformarle in un allenamento ad alta intensità.
Per una persona sedentaria, iniziare semplicemente scegliendo una rampa al posto dell’ascensore può essere già sufficiente per aumentare il movimento quotidiano. Anzi, aumentare gradualmente l’attività è particolarmente importante per chi è poco allenato.
Le indicazioni dell’OMS raccomandano proprio alle persone inattive di iniziare con piccole quantità di movimento e aumentare progressivamente frequenza, durata e intensità.
E se ho problemi al ginocchio?
Le scale non sono adatte a tutti. Salire gradini aumenta il carico sulle articolazioni degli arti inferiori e può risultare problematico per persone con artrosi, dolore importante alle ginocchia, problemi muscolo-scheletrici o mobilità ridotta.
In questi casi non bisogna considerare l’ascensore come un fallimento.
Esistono moltissime alternative.
Camminare a passo sostenuto, andare in bicicletta, nuotare, fare esercizio in acqua oppure utilizzare programmi di attività adattata possono offrire benefici cardiovascolari senza necessariamente sottoporre le articolazioni allo stesso tipo di carico.
L’OMS sottolinea infatti che anche le persone con condizioni croniche o disabilità possono beneficiare dell’attività fisica, adattandola alle proprie capacità e alle eventuali limitazioni.
E per chi ha già problemi cardiaci?
Qui è importante non trasformare il risultato dello studio in un invito generale a fare esercizio intenso.
Chi ha una malattia cardiovascolare, sintomi durante lo sforzo o importanti limitazioni fisiche dovrebbe concordare con il proprio medico il livello di attività più appropriato.
La presenza di dolore toracico, forte affanno, capogiri o altri sintomi durante lo sforzo merita una valutazione medica e non dovrebbe essere ignorata.
Il cuore non ha bisogno necessariamente della palestra
È forse questa la lezione più interessante della ricerca.
Quando pensiamo alla prevenzione cardiovascolare immaginiamo spesso corsa, palestra, cyclette o allenamenti organizzati.
Ma la salute del cuore si costruisce anche attraverso piccole decisioni ripetute ogni giorno.
Prendere le scale invece dell’ascensore. Camminare per andare al supermercato. Scendere una fermata prima. Fare una passeggiata durante una pausa. Alzarsi regolarmente dalla scrivania.
Singolarmente sembrano gesti insignificanti. Nel corso di mesi e anni possono però contribuire ad aumentare il livello complessivo di attività fisica.
Ed è proprio questo il motivo per cui il risultato della nuova meta-analisi è interessante: non propone un nuovo allenamento miracoloso, ma mette sotto i riflettori un comportamento che moltissime persone possono integrare immediatamente nella propria giornata.
Quanto movimento serve davvero per proteggere il cuore?
Le sei rampe individuate nello studio non devono diventare un nuovo obiettivo universale. La quantità ottimale di attività dipende dalla persona, dall’età, dalla forma fisica e dalle eventuali condizioni di salute.
Le raccomandazioni dell’OMS restano il riferimento generale: per gli adulti, 150-300 minuti di attività moderata alla settimana o 75-150 minuti di attività vigorosa, con esercizi di forza almeno due giorni alla settimana.
Le scale possono contribuire a raggiungere questo obiettivo, ma non sono l’unico modo. E soprattutto, fare qualcosa è meglio che non fare nulla.
