Ex direttore Economist: “Berlusconi oggi è il salvatore politico dell’Italia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 gennaio 2018 9:37 | Ultimo aggiornamento: 6 gennaio 2018 9:37
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La famosa copertina su Berlusconi dell’Economist

LONDRA – Nel 2001 la prestigiosa rivista inglese Economist pubblicò una copertina su Berlusconi che fece molto discutere. “Berlusconi unfit to lead Italy” scrisse l’allora direttore Bill Emmott e il Cavaliere si infuriò e fece causa. I giornali italiani ne parlarono per giorni: oggi però, Emmott sembra aver cambiato idea e conclude la sua analisi sul voto italiano per Project Syndicate, The Bunga Bunga Party Returns to Italy così: “Berlusconi potrebbe finire per essere il salvatore politico dell’Italia? Non escludetelo”.

La sua posizione, Emmott la spiega a Marilisa Palumbo che sul Corriere della Sera lo ha intervistato:

“Cosa è cambiato?
«Nulla, e io non ho mutato opinione. Berlusconi resta inadeguato a guidare l’Italia. Ma potrebbe essere determinante per formare una coalizione centrista in grado di impedire a M5s o Lega di essere forza trainante nella formazione del nuovo governo. Sarà lui a presentarsi come salvatore politico, non dico sia una cosa buona. Ma Berlusconi non può diventare premier, sarà un manovratore dietro le quinte, è in quel ruolo che dobbiamo valutarlo e in quel ruolo non credo possa essere così negativo. Le sue posizioni sono più moderate di quelle di Salvini e Di Maio».

Ma non è un po’ un paradosso che nel 2011 l’Europa aspettasse con il fiato sospeso le sue dimissioni e oggi in qualche modo speri in lui?
«Non proprio: Berlusconi è stato importante anche con Monti e Letta, il sostegno del suo partito ad alcune riforme è stato già vitale. Ma sì, è un po’ ironico. Dire che l’Europa spera in lui però può essere fuorviante: spera in una coalizione centrista moderata, o in una grande coalizione».

Lei scrive che il leader di FI è stato abile nel rivolgersi per esempio ai pensionati. Parlare agli anziani vale più che vendersi come il giovane rottamatore?
«Un attimo. Forza Italia è attorno al 16%, Renzi al 22. Quindi Renzi è più popolare di Berlusconi, ma Berlusconi ha più possibilità di formare una coalizione perché non ha irritato tanta gente quanto il leader dem. Può costruire una alleanza sia a destra con Lega e Fratelli d’Italia, sia al centro. È più abile per il sistema italiano. Renzi non ha amici né alleati».

(…) Il primo alleato di Berlusconi è Salvini. Per gli europeisti non è un pericolo anche maggiore dei 5 Stelle?
«Di certo. Infatti l’Europa deve sperare che Forza Italia emerga più forte della Lega: il peggiore risultato sarebbe una vittoria del centrodestra con Salvini davanti».

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