Vialli e Mancini, Pirondini e l’onore padano: Boniperti rilanciò, ma a Cremona una stretta di mano è per sempre

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 12 Luglio 2021 13:07 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2021 8:13
Vialli e Mancini, Pirondini e l'onore padano: Boniperti rilanciò, ma a Cremona una stretta di mano è per sempre

Vialli e Mancini, Pirondini e l’onore padano: Boniperti rilanciò, ma a Cremona una stretta di mano è per sempre FOTO ANSA

C’è un tocco cremonese in questa Italia campione d’Europa, ed è  il tocco di Luca Vialli, cremonese della più bell’acqua, fratello ispiratore e suggeritore del Mancinissimo. E ciò basta – a me figliocccio esule di Cremona – per esultare oltre ogni più ragionevole ritegno.

Vialli e Mancini ci hanno regalato una favola; l’esempio di un grande valore: l’amicizia. Ma è difficile spiegare questo valore.  Che non è solo legame d’affetto e di consuetudine tra persone unite da scambievole simpatia e da affinità di sentimenti. Diceva l’immenso Muhammad Alì: “L’amicizia è la cosa più difficile da spiegare. Non è qualcosa che si impara a scuola. Ma se non hai imparato il significato dell’amicizia, non hai davvero imparato niente”.

Ho conosciuto Vialli quando era un ragazzino ed aveva un capoccione cespuglioso, nero come il carbone.

Sotto quel complesso di riccioli e rovi, si accendevano due occhietti furbi e premonitori. Me lo aveva presentato il presidente Domenico Luzzara (troppo presto dimenticato da Cremona e dalla Cremonese, al netto del piazzale). Ci eravamo attovagliati alla trattoria “Alba” e aspettavamo Luca che  rientrasse da scuola. Non aveva tempo per andare a casa e poi essere puntuale agli allenamenti. Dunque si fermava al nostro tavolo, due bocconi e via con quello zaino sulle spalle pieno di libri e fantasia. Ho poi seguito Vialli dove potevo. Anche alle sue fragorose nozze e a Londra quando allenava nel 2000  il Chelsea e in squadra aveva Zola e George Weah ( poi presidente  della Liberia ). Sempre cordialone, divertente ma sempre con la cautela in canna.

Ma l’incontro di Vialli e Mancini – l’incontro che tanta parte ha avuto in questo trionfo europeo – lo ha reso  possibile Domenico Luzzara (1922-2006) , mitico presidente della Cremonese per 32 anni (1967-2006). Svelo un segreto.

Estate 1984. Il trionfo di Wembley ha le radici sotto il Torrazzo

Ecco come è andata. Luzzara aveva promesso a Mantovani, presidente della Sampdoria, che Vialli sarebbe finito in blucerchiato, a Genova. Una stretta di mano e affare fatto, senza bisogno di firme. Altri tempi, altri uomini. 

Giampiero Boniperti (Juventus) viene a sapere della trattativa, si intromette, telefona a Luzzara offrendo 100 milioni in più della Samp. Tanti soldi all’epoca per un club di provincia. 

Luzzara telefona subito a Mantovani. E gli dice: “Stai tranquillo, Vialli è tuo. La mia stretta di mano è più di una firma su un foglio di carta”. Pronta la risposta di Mantovani: “E all’ora quei 100 milioni in più te li dò io”. Diceva Thomas Eliot, premio Nobel 1948 per la Letteratura: “Niente di ciò che accade per caso, accade per caso”.