Angelina Jolie parla all’Onu: “Basta stupri in zone di guerra”

Pubblicato il 25 Giugno 2013 10:52 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2013 10:52
Angelina Jolie parla all'Onu

Angelina Jolie parla all’Onu (LaPresse)

NEW YORK  – Blitz all’Onu di Angelina Jolie. Dal red carpet al Palazzo di Vetro di New York, l’attrice è stata protagonista di un’arringa in seno al Consiglio di Sicurezza invocando tolleranza zero contro gli stupri commessi nelle zone di guerra e chiedendo un’azione pi+ decisa da parte della comunità internazionale.

Jolie, al suo debutto nella sala dell’organo esecutivo delle Nazioni Unite come inviata speciale dell’agenzia per i rifugiati, ha bacchettato i Quindici, sottolineando come la violenza sessuale in guerra sia un crimine che la lotta contro di esso deve diventare la priorità numero uno. ”Lo stupro è un’arma di guerra, un atto di aggressione, e un crimine contro l’umanità’. Contrastare la violenza sessuale è una vostra responsabilità”, ha tuonato, per nulla a disagio tra i rappresentanti delle grandi potenze mondiali, affermando senza mezzi termini che o si attribuisce a questa battaglia un ruolo prioritario, oppure questo orrore continuerà.

Il problema, per lei,  è di natura politica: ”Si sa quali sono le azioni da intraprendere, quello che manca è  la volontà”. ”Il Consiglio di Sicurezza può non trovarsi d’accordo su determinate questioni, ma la violenza sessuale nei conflitti non può essere una di queste”, ha detto ancora Jolie, ribadendo come ”centinaia di migliaia, se non milioni, di donne, ma anche uomini e bambini, sono stati violentati in contesti bellici”.

Per l’attrice bisogna ricordare che le vittime non sono soltanto numeri, ma dietro ad ognuna di loro c’è un volto, una storia, una persona, i cui sogni non sono molto diversi dai nostri: ci sono ragazze che vengono stuprate utilizzando bottiglie, rami di legno e coltelli per aumentare il dolore e giovani uomini obbligati a violentare madri e sorelle. ”Non dimenticherò mai i loro racconti – ha spiegato – Per esempio la donna siriana che ho incontrato in Giordania la scorsa settimana, la quale mi ha chiesto di non rivelare la sua identità, perché altrimenti sarebbe stata aggredita di nuovo, e magari uccisa. E ancora una bambina di cinque anni che è stata stuprata perché il suo aggressore sapeva che l’avrebbe fatta franca”.

”Tutti i Paesi del mondo hanno il dovere di fare un passo in avanti, ma il punto di partenza dovete essere voi – ha chiosato l’attrice rivolta ai Quindici – Assumetevi le vostre responsabilità e mostrate una leadership forte”.

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