Einstein, teoria della relatività da rivedere? Velocità della luce sbagliata dice uno studio

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 dicembre 2016 5:45 | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2016 8:46
Einstein sbagliava sulla teoria della luce? Uno studio dice di sì...

Einstein sbagliava sulla teoria della luce? Uno studio dice di sì… (Foto Ansa)

OTTAWA – Quando Albert Einstein formulò la sua rivoluzionaria teoria della relatività si basò sul principio che la velocità della luce resta sempre la stessa. Alcuni ricercatori, però, suggeriscono che questo concetto fondamentale, che è alla base della fisica moderna, potrebbe non essere così costante come pensava il fisico tedesco, e il team di studiosi che ha avanzato la controversa ipotesi sostiene che sia pronta ad essere testata.

Alla base della teoria della relatività di Einstein c’è l’idea che la luce viaggi attraverso il vuoto dello spazio ad una velocità costante. Usata per capire quanto sia “vecchio” l’universo, offre inoltre agli studiosi un’idea di cosa accadde dopo il Big Bang.

Nel 1990, tuttavia, il fisico Joao Maguejio suggerì che la velocità della luce potrebbe aver variato nello stadio iniziale dell’universo; i fisici sostengono che pochi secondi dopo il Big Bang l’universo si sia espanso rapidamente da un singolo punto, in un processo chiamato inflazione. Ma se la luce viaggiava ad una velocità costante, allora, dopo il Big Bang è trascorso tempo a sufficienza per i fotoni affinché raggiungessero i confini dell’universo visibile, creando ciò che gli scienziati chiamano “il problema dell’orizzonte”.

Per risolvere questo dilemma, i ricercatori suggeriscono che la velocità della luce abbia fluttuato durante la fase iniziale, viaggiando più veloce in alcune regioni piuttosto che in altre. Se fosse vero, avrebbe lasciato la propria impronta sulla radiazione cosmica di fondo – la radiazione rilasciata dal Big Bang – in un “indice spettrale”.

Il professor Magueijo e il dottor Niayesh Afshordi dall’Institute of Canada ora hanno utilizzato un modello per produrre un valore più accurato dell’indice. “La teoria proposta negli anni ’90 oggi ha raggiunto una certa maturità perché permette di fare delle predizioni verificabili sperimentalmente” ha detto Magueijo. “Se in un futuro prossimo dovessimo osservare che questo numero è giusto, potrebbe portare a una modifica della teoria gravitazionale di Einstein. L’idea che la velocità della luce possa essere variabile, quando è stata proposta è stata radicale ma grazie ad una previsione numerica si trasforma in qualcosa che i fisici possono effettivamente testare. Se ciò risulterà vero, dovremo ammettere che anche le leggi della natura non dovevano essere esattamente le stesse così come sono oggi”.

Dai loro modelli, è risultata una figura di 0.96478, che può essere testata contro le letture della radiazione cosmica di fondo prese dai telescopi spaziali. Le ultime misurazione del telescopio Planck, indicavano il valore di 0.9655 insieme a pochi decimali. Se i dati dovessero coincidere, la velocità della luce nello stadio iniziale dell’universo era molto più elevata, tale da raggiungere i bordi dell’universo visibile, prima che rallentasse al suo valore attuale. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Physical Review D.


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