Raggi discute col vicepresidente di Casapound: “Le tengo un corso?”

di Alessandro Avico
Pubblicato il 7 Agosto 2019 15:12 | Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2019 15:12
raggi casapound video

Virginia Raggi discute col vicepresidente di CasaPound

ROMA – Tensione tra la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e Andrea Antonini, vicepresidente di Casapound Italia. Il confronto, andato in scena davanti al palazzo occupato in via Napoleone III, dopo la rimozione della scritta in marmo con il nome del movimento dalla facciata dello stabile occupato da anni. “Ci faccia vedere che applica lo stesso trattamento per tutti”, dice Antonini. “Lo stabile serve per l’emergenza abitativa”, risponde Raggi.

Il Campidoglio aveva dato dieci giorni di tempo per “togliere quella scritta abusiva”, ovvero la scritta ‘Casapound’ sullo stabile di via Napoleone III al quartiere Esquilino a Roma. E loro i fascisti del terzo millennio non hanno voluto vivere l’affronto dei tecnici del comune e se la sono tolta da soli oggi: al loro posto ora campeggia una striscione che recita ironico ‘Questo è il problema di Roma’.

“La scritta tornerà quando Raggi cadrà, ovvero a breve”, chiosano i militanti. E la sindaca li sfida: “È solo inizio. Ora va sgomberato l’immobile e deve essere restituito alle famiglie che ne hanno davvero diritto. Va ripristinata la legalità. Fino in fondo”. E una volta recata di persona a via Napoleone III ha chiesto ai responsabili di Casapound di ritirare lo striscione aggiungendo: “Libereremo tutto ciò che c’è da liberare in questa città”.

Anche il 25 luglio scorso la prima cittadina era andata di persona a notificare ai responsabili romani di Casapound il provvedimento di rimozione della scritta in marmo dallo stabile occupato dal 2003 nel centro di Roma. “Una scritta abusiva: o la tolgono o lo faremo noi in maniera coatta”, aveva detto riprendendosi in un video davanti allo stabile. Un atto amministrativo quello della Raggi dal forte sapore politico, soprattutto alla luce del fatto che lo stabile non compare tra quelli da sgomberare prioritariamente secondo la lista stilata in prefettura e che ha già portato a due sgomberi e relative polemiche. Su CasaPound pende la procedura di sgombero avviata il 19 luglio dall’Agenzia del Demanio con tanto di denuncia alla Procura di Roma e il danno erariale calcolato dalla Corte dei Conti di ben 4 milioni e 600mila euro per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni da parte di alcuni dirigenti dell’Agenzia del Demanio e del Miur. (Fonti Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).