Pesaro: 1200 quadri ‘sospetti’ sequestrati. L’imprenditore: “Li ho comprati nei mercatini”

Pubblicato il 9 Novembre 2010 10:55 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 10:55

Nuovo sequestro di quadri e sculture nei locali dell’azienda pesarese dove nei giorni scorsi la Guardia di finanza aveva sequestrato duemila opere di artisti contemporanei, di dubbia autenticità e provenienza sospetta.

Stavolta, i finanzieri hanno recuperato 1.200 quadri, alcune sculture con l’autentica di Aligi Sassu e un’altra ‘firmata’ da Giorgio De Chirico. Come per il materiale sequestrato in precedenza, le opere verranno catalogate e sottoposte a perizia.

L’imprenditore, un pesarese di 66 anni, indagato per ricettazione, si è giustificato dicendo di aver acquistato dipinti e statue nei mercatini d’arte, nel corso di 30 anni di ricerche. Gli ultimi 1.200 pezzi sono stati trovati in alcuni scatoloni accatastati in due soppalchi non facilmente raggiungibili.

Nella cassaforte dell’azienda c’erano anche monili d’oro, reperti di probabile interesse archeologico, varie statuette e sculture. Altri oggetti del quale l’imprenditore dovrà giustificare il possesso. Nel frattempo, alcuni dei pittori venuti a conoscenza del sequestro hanno contattato la Gdf di Pesaro per verificare l’autenticità delle loro presunte opere. Si è fatta viva con i finanzieri anche la vedova di Nino Caffé, artista presente nella collezione dell’industriale, insieme a Romano Mussolini, Marcello Antonelli, Fortunato Depero e molti altri.

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