Alexia Canestrari, il Monte Livata e quel vuoto di memoria a New York

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2014 17:07 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2014 19:37
Alexia Canestrari, il Monte Livata e quel vuoto di memoria a New York

Alexia Canestrari

ROMA – Alexia Canestrari, la giovane mamma che la notte di San Silvestro si è persa insieme ai piccoli Manuel e Nicole nei boschi del Monte Livata (Roma), aveva già avuto un “black out” mentale, racconta Nino Cirillo sul Messagero. Due mesi fa era andata a New York in occasione della maratona insieme ad una delegazione del circolo Due Ponti, di proprietà del compagno e padre della figlia Nicole, Emanuele Tornaboni. Dedicò quei giorni allo shopping, fino a quando un pomeriggio salì su un taxi ed ebbe un vuoto di memoria: non ricordava più il nome dell’albergo.

Adesso, scrive Cirillo, molte “malelingue” vedono quell’episodio come un segnale di quel che è accaduto sul Monte Livata. Adesso che la giovane mamma Alexia rischia anche di finire nel registro degli indagati della Procura di Tivoli, che indaga sulla vicenda, con l’accusa di abbandono di minori. 

Entro lunedì 6 gennaio, riferiscono sempre sul Messaggero Laura Bogliolo e Adelaide Pierucci, anche i piccoli Manuel, 5 anni, e Nicole, 4, verranno ascoltati in una audizione protetta con la presenza di una psicologa dagli inquirenti. Dovranno raccontare com’è andata la passeggiata nel bosco finita a nove chilometri di distanza dal punto di partenza, da Campo dell’Osso a Colle Crocione. 

L’inchiesta procede, con un particolare che più di altri è difficile da spiegare: gli scarponi di Manuel trovati vicino al luogo del rifugio, una specie di cavità naturale, e quelli di Nicole che ancora non si trovano.

Per Alexia Canestrari le cose potrebbero mettersi male se Adelaide Salpietro, la mamma di Manuel ed ex compagna di Tornaboni, decidesse di sporgere denuncia per lesioni colpose e mancata vigilanza.

Se alcuni hanno avuto dei dubbi sull’agire di Alexia Canestrari chi non ha mai smesso di credere nella bontà di quel che ha fatto, lasciando i piccoli soli nella grotta a Vollie della Cascate per andare a cercare aiuto è proprio Emanuele Tornaboni:

“Razionalmente non avrei lasciato i miei figli, sono un padre, ma credo che Alexia abbia agito nel modo migliore”.