Alitalia: 10mila cassaintegrati a 20mila euro pagati coi soldi pubblici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Marzo 2015 9:48 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2015 9:48
Alitalia: 10mila cassaintegrati a 20mila euro pagati coi soldi pubblici

Foto d’archivio

ROMA – Cassintegrati Alitalia a 20mila euro pagati con i soldi pubblici. Lo denuncia un dossier Inps: “Il fondo volo pesa sulla fiscalità generale addirittura per il 96%. E ancora oggi, sette anni dopo il salvataggio della italianità della compagnia, i cittadini mantengono tra i quasi diecimila cassintegrati 152 che prendono da dieci a ventimila euro. Più due che sfiorano i trentamila”.

Tutto parte nell’aprile 2006, con la notizia della operatività del Fondo speciale per il trasporto aereo istituito dal governo Berlusconi nel 2004, si spiegava: questo fondo “opera presso l’Inps senza oneri per la finanza pubblica”. Ma è così? Da anni infatti questa cassa è alimentata da una specie di pubblico pedaggio pagato da ogni passeggero che tocca un aeroporto nazionale. All’inizio era di un euro. Poi è salito a due. E infine a tre. Soldi che pesano sui biglietti, quindi sui cittadini che volano e in definitiva, dato che chi vola per lavoro da qualche parte scarica poi le spese di viaggio, su tutti gli italiani.

Come una vera e propria sovrattassa spiega Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:

Una tabella sulle fonti di finanziamento del «fondo» da 2007 al 2014 dice tutto: la quota dei contributi delle aziende e dei lavoratori del settore cala al 4%, quella della gabella sui biglietti s’impenna fino al 96%. Anzi, nel 2013 addirittura al 98%: «5,4 milioni di euro dalle aziende e dai lavoratori del settore e 217,8 milioni dai “3 euro a biglietto”».

Assurdo, accusa l’Inps. Tanto più che questa tassa è caricata «indipendente dal costo del biglietto. Chi viaggia low cost paga tanto quanto chi viaggia in business». Per il resto, il Fondo è «alimentato da un contributo sulle retribuzioni a carico dei datori di lavoro (0,375%) e dei lavoratori (0,125%) del settore» ma questo versamento è calcolato solo su una parte della retribuzione: «Ad esempio, un pilota che percepisce un salario mensile di 10.000 euro, di cui circa 4000 euro di indennità di volo, versa al Fondo un contributo di 7,5 euro mensili». Dopo di che, se resta a spasso, ne prende circa 8000: mille volte di più.