Becco dell’Aquila, dove il jumper è suicidio: 25 morti dal 2000

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Aprile 2019 11:56 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2019 11:57
Becco dell'Aquila, altro base jumper morto: sono 25 dal 2000

Becco dell’Aquila, dove il jumper è suicidio: 25 morti dal 2000

ROMA – Dal 2000 a oggi sono 25 i jumper morti dopo essersi lanciati dal Becco dell’Aquila in Trentino. L’ultima vittima è un norvegese di 47 anni, che si è lanciato dal monte Brento a Dro il 21 aprile. 

L’allarme per l’ultima vittima è scattato intorno alle 7 del mattino del giorno di Pasqua. Come altri base jumper, l’uomo si era lanciato dal Becco dell’Aquila, dove il paesaggio è maestoso e dove in molti hanno trovato la morte. Agostino Gramigna sul Corriere della Sera scrive che l’uomo non è riuscito ad aprire la vela e i suo corpo è stato trovato nel greto del fiume Sarca, facendone la prima vittima del 2019.  

Il punto da cui si è lanciato è uno dei più pericolosi. Dal 2000 a oggi sono almeno 25 le persone morte mentre praticavano lo sport estremo. Vittorio Fravezzi, sindaco di Dro, non è orgoglioso di questo primato e al Corriere spiega: “Nessuno della nostre zone ha mai pensato di poter sfruttare così la montagna. Una follia, uno modo davvero singolare di scherzare con la propria vita. Del resto non vedo cosa posso fare per fermare questa lunga lista di morti”.

Mettere in sicurezza la zona, spiega il sindaco di Dro, non è possibile: “Io ho commissionato diversi studi giuridici per capire come si può regolamentare. Mi hanno spiegato che si può fare poco. Non posso impedire l’accesso alla montagna. Potrei vietarlo, è vero. Ma poi la regola andrebbe fatta osservare e dovrei piazzare due vigili urbani fissi sulla vetta. Irrealizzabile”.