Bruti-Robledo, una lite al giorno. Vietti (Csm): “Chiudiamola in fretta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2014 17:02 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2014 17:11
Bruti-Robledo, una lite al giorno. Vietti (Csm): "Chiudiamola in fretta"

Alfredo Robledo e Edmondo Bruti Liberati (Sky)

ROMA – Bruti-Robledo: una lite al giorno fra i due big della Procura di Milano. E il vicepresidente del Csm Michele Vietti sbotta: “Chiudiamola in fretta”. Non passa giorno senza una polemica fra il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

L’ultima è una nota che Robledo ha scritto al Consiglio Superiore della Magistratura accusando Bruti Liberati di aver detto il falso quando l’ha accusato di aver intralciato le indagini sull’Expo.

Le iniziative di Alfredo Robledo, aveva scritto Bruti Liberati in una nota inviata due giorni fa al Csm, “hanno determinato un reiterato intralcio alle indagini” sull’Expo, un “evento di straordinaria importanza per il Paese”. Tra gli intralci che avrebbe creato Robledo, Bruti Liberati mette anche la vicenda di un cosiddetto “doppio pedinamento”.

“Pur essendo costantemente informato del fatto che era in corso un’attività di pedinamento e controllo su uno degli indagati svolta da personale della polizia giudiziaria – ha scritto Bruti – Robledo ha disposto analogo servizio delegando ad altra struttura della stessa Gdf e solo la reciproca conoscenza del personale che si è incontrato sul terreno ha consentito di evitare gravi danni alle indagini”.

Ora Robledo, che ha presentato nelle scorse settimane un esposto al Csm per lamentare presunte irregolarità nell’assegnazione di fascicoli da parte di Bruti (tra cui il caso Ruby e quello sul San Raffaele), ha risposto a queste accuse con una nota, nella quale spiega, in sostanza, che Bruti dice il falso, che c’è una prova documentale che lo dimostra e chiede anche di essere ascoltato proprio in merito a queste accuse lanciate dal procuratore capo. Un altro capitolo, dunque, dello scontro in Procura a Milano che si è aperto ormai da alcune settimane e che ora vede al centro anche l’inchiesta che giovedì scorso ha portato in carcere i componenti della cosiddetta “cupola degli appalti”.

Fra i due litiganti, Vietti interviene, augurandosi che le commissioni competenti “concludano rapidissimamente” la loro istruttoria sullo scontro alla procura di Milano, in modo che si possa arrivare presto in plenum a una “conclusione definitiva”. “Di tutto ha bisogno il sistema giudiziario tranne che di delegittimazione”.

Il vicepresidente del Csm ne approfitta per sottolineare il problema intercettazioni pubblicate a paginate sui giornali, un nodo “irrisolto”:

“In questi giorni si stanno riversano sui giornali pagine di conversazioni intercettate, in cui non tutto è rilevante per l’indagine e, viceversa qualcosa attenta alla riservatezza delle persone”.