Casal Bruciato, di chi era l’auto dei rom amati dalla Raggi, odiati da Di Maio e Salvini? La targa…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 maggio 2019 12:43 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2019 8:53
Casal Bruciato, di chi era l'auto dei rom amati dalla Raggi, odiati da Di Maio e Salvini?

Casal Bruciato, di chi era l’auto dei rom amati dalla Raggi, odiati da Di Maio e Salvini?

Rom di Casal Bruciato, Virginia Raggi sul luogo, c’è chi avverte: “Viaggiavano su auto rubata”. Mentre imprversa la polemica multipolare fra destra, sinistra, grillini avanzati e grillini populisti alla Di Maio sulla vicenda della casa popolare assegnata secondo una graduatoria avviata dall’ex camerata Alemanno quando era sindaco di Roma, secondo una legge dello Stato italiano, il sito a forte ispirazione leghista Vox News rivela: “Chi l’avrebbe mai detto. A Casal Bruciato, la Lancia Station Wagon della famiglia di 14 zingari a cui la Raggi ha dato la casa popolare degli italiani, è rubata”. 

Secondo Vox, “i militanti di CasaPound hanno effettuato un controllo sulla targa dell’auto, tramite un’applicazione pubblica che permette di verificare se un’automobile sia assicurata o meno. Ebbene, la targa è risultata essere dismessa dal 2004. Non solo: la targa non appartiene alla Lancia Station Wagon, bensì ad una Mazda – che nessuno, però, ha mai visto transitare per Casal Bruciato.

“Cosa accadrebbe, a voi, se vi trovassero con un’auto con targa falsa? Ai rom hanno dato una casa popolare. La Raggi li ha anche visitati”.

La scoperta degli attivisti è stata comunicata ai Vigili Urbani. Dopo un ulteriore controllo da parte dei Vigili, nela stessa giornata la Lancia della famiglia rom è stata portata via.

Fabrizio Montanini, responsabile per di CasaPound per il IV Municipio, viene così citato da Vox: “Ecco a voi a chi regala le case il Comune di Roma. Ecco chi portano nelle nostre già degradate e abbandonate periferie” scrive Montanini dalla sua pagina Facebook. “Ecco a voi la legalità di cui tanto si riempiono la bocca! Le case popolari assegnatele a chi è in lista d’attesa da 20 anni”. 

Nella polemica è intervenuto anche Papa Francesco, che, a quanto ha riferito Repubblica, ha “abbracciato idealmente i rom che sono arrivati in udienza a San Pietro, 500 rom e sinti, ribadendo gli ideali della fratellanza”.

Secondo il Papa, “è vero, ci sono cittadini di seconda classe, ma i veri cittadini di seconda classe sono quelli che scartano la gente, perché non sanno abbracciare, sempre con gli aggettivi in bocca, e scartano, vivono scartando, con la scopa in mano buttano fuori gli altri. Invece la vera strada è quella della fratellanza con la porta aperta”.