Stefano Cucchi: foto documentano lividi prima di entrare in carcere

Pubblicato il 6 Novembre 2009 13:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2009 13:43

cucchiE’ stato picchiato prima di entrare in carcere Stefano Cucchi, lo dimostrano le foto scattate dalla Polizia penitenziaria nell’ufficio matricole del penitenziario Roma a Regina Coeli. Nelle foto infatti si vede il viso di Cucchi visibilmente tumefatto, con dei lividi sotto gli zigomi e altri ematomi sul collo ed intorno alla mandibola.

Dunque c’è stato un pestaggio subito dall’uomo di 31 anni, prima dell’arresto per spaccio di hascisc. Un pestaggio che però non può certamente avergli causato la morte, avvenuta il 22 ottobre alle 6 del mattino, solo 6 giorni dopo l’arresto. Le foto dell’autopsia diffuse nei giorni scorsi sono agghiaccianti e mostrano delle ferite e dei lividi ben più consistenti di quelli evidenziati al momento del suo ingresso in carcere.

Le foto scattate in carcere al momento dell’immatricolazione non si possono quindi non confrontare con quelle diffuse dalla famiglia dopo l’autopsia, con un ematoma gonfio sopra il sopracciglio sinistro, la mandibola destra segnata da un solco verticale e all’apparenza fratturata. Un occhio che pareva schiacciato nell’orbita ed ecchimosi profonde alle orbite. Se le condizioni al suo ingresso in prigione erano quelle certificate dagli scatti delle segnaletiche della polizia, chi allora lo ha ridotto nel modo che le foto dopo la sua morte hanno tragicamente svelato?

Sono passati 15 giorni dalla sua morte e ancora non si sa praticamente nulla, i misteri non vengono svelati. Chi è stato? Perché? Quel che è certo è che Stefano Cucchi è stato picchiato a morte, “é entrato in carcere già ridotto male” dicevano da Regina Coeli. Ridotto male però non significa morto: le foto parlano chiaro e non fanno altro che incentivare le responsabilità dei picchiatori-assassini, ammesso che siano più di uno. Già ridotto male, già picchiato, chi ha  infierito e dato il colpo di grazia aggrava la sua già insostenibile posizione.

“La mattina del 17 ottobre – hanno riferito al senatore Pedica i detenuti che sono stati insieme a Cucchi nella medicheria del Regina Colei – Stefano non riusciva ad alzarsi dal letto per i dolori alla schiena che lo avevano tormentato tutta la notte”. Quei dolori gli erano stati provocati da fratture diagnosticate al Fatebenefratelli il giorno prima:  “Trauma contusivo al rachide lombosacrale – refertava il medico del pronto soccorso – la radiografia mostra una frattura della terza vertebra lombare e un’altra della prima vertebra coccigea. Stazione eretta e deambulazione impossibili”. In quelle condizioni, trascinandosi prima e aiutato da una sedia a rotelle poi, Stefano Cucchi era arrivato nella sua cella del Pertini da dove poi non è più uscito vivo.