Chloe Ayling, modella inglese sequestrata a Milano: “Pur di sopravvivere sarei andata a letto col mio rapitore”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 giugno 2018 15:24 | Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2018 15:25
Chloe Ayling, modella inglese sequestrata a Milano: "Pur di sopravvivere sarei andata a letto col mio rapitore"

Chloe Ayling, modella inglese sequestrata a Milano: “Pur di sopravvivere sarei andata a letto col mio rapitore”

MILANO – “Se l’unico modo per sopravvivere era quello di andarci a letto lo avrei fatto”. E’ la confessione choc di Chloe Ayling, la modella inglese sequestrata lo scorso anno da due polacchi a Milano. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Attirata con l’inganno e drogata dai due fratelli, fu tenuta segregata tra l’11 e il 17 luglio prima in un appartamento a Milano e poi in una baita isolata in provincia di Torino.

Lukasz Pawel Herba, 30 anni, è stato condannato a 16 anni di carcere e suo fratello Michael Konrad Herba è stato estradato in Italia e dovrà rispondere anche lui di sequestro di persona.

Secondo le indagini della Squadra Mobile di Milano coordinate dal pm Paolo Storari, allora alla Dda, la modella fu liberata dallo stesso Lucasz, un “mitomane avventuriero”, secondo gli inquirenti, che voleva accreditarsi sul deep web. La tenevano in ostaggio minacciandola di venderla all’asta come schiava del sesso. I due fratelli, inoltre, avrebbero anche chiesto al manager e ai familiari della ragazza in un primo tempo 300 mila e poi 50 mila dollari, mai ottenuti.

Dagli accertamenti è risultato che Michael Konrad Herba, ora estradato dal Regno Unito, era arrivato a Milano il 9 luglio dopo aver acquistato in Polonia la vettura nella quale Chloe è stata trasferita in una baita nel Comune di Lemie (Torino).

Per la prima volta dopo la cattura dei suoi aguzzini la modella torna a parlare: “L’unica mossa per uscire viva da lì era dimostrarmi accondiscendente – racconta – Quando mi ha chiesto di baciarlo, non ho detto di no. Non volevo farlo arrabbiare. Gli ho risposto: “Forse in futuro.”

“Mi avevano detto di appartenere alla “Black Death”  e mi raccontavano storie raccapriccianti di altre donne rapite da altri membri che erano state usate come schiave del sesso e date in pasto alle tigri – ha concluso – Ho fatto in modo di risultare loro simpatica e di restare in vita per i miei figli”.