Claudio Giacobazzi trovato morto in stanza d’hotel. Era indagato per la vendita di diamanti a prezzi maggiorati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 maggio 2018 9:58 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2018 9:58
Claudio Giacobazzi trovato morto in stanza d'hotel. Era indagato per la vendita di diamanti a prezzi maggiorati

Claudio Giacobazzi trovato morto in stanza d’hotel. Era indagato per la vendita di diamanti a prezzi maggiorati (Giacobazzi intervistato da Report)

REGGIO EMILIA – Giallo a Reggio Emilia: l’imprenditore Claudio Giacobazzi è stato trovato morto lunedì pomeriggio, 14 maggio, in una camera d’hotel, non lontano dal casello della A1. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] Giacobazzi, 65 anni, era l’amministratore delegato della Intermarket Diamond Business di Milano, società attiva nella vendita delle pietre preziose per investimenti attraverso le banche e coinvolta in alcune inchieste su presunte “modalità ingannevoli” nella vendita di diamanti a prezzi superiori rispetto ai valori reali.

Nella stanza, ora sotto sequestro, è stato trovato un biglietto d’addio, e la procura di Reggio Emilia ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio per svolgere accertamenti.

Giacobazzi aveva un sacchetto di plastica intorno alla testa. Residente a Vezzano sul Crostolo (Reggio Emilia), era finito al centro di alcune inchieste sulla vendita di diamanti ad un prezzo superiore a quello reale ed era indagato dalla procura di Milano, come confermano i legali della sua famiglia al Resto del Carlino di Reggio Emilia: “Le vicende giudiziarie lo avevano molto provato, perché si diceva innocente”.

Le pietre, secondo le accuse, sarebbero state vendute a un prezzo superiore a quello reale a migliaia di famiglie, soprattutto tra Reggio Emilia e Modena. Le presunte vittime si sono rivolte alle associazioni dei consumatori per fare causa e riavere i loro soldi.

Nei mesi scorsi era arrivata una sanzione complessiva da 15 milioni di euro alla società amministrata da Giacobazzi, a una società concorrente e a quattro istituti di credito, accusati, “di modalità gravemente ingannevoli e omissive nell’offerta dei diamanti”. Per la Idb la sanzione era di due milioni di euro.

L’imprenditore era indagato da parte della procura di Milano anche in un’intricata vicenda testamentaria che lo aveva portato al vertice della Idb.

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