Concorso Polizia. Il capo Gabrielli agli aspiranti agenti esclusi: “Così hanno voluto i sindacati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2019 11:38 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2019 11:38
Concorso Polizia. Il capo Gabrielli agli aspiranti agenti esclusi: "Così hanno voluto i sindacati"

Concorso Polizia. Il capo Gabrielli agli aspiranti agenti esclusi: “Così hanno voluto i sindacati”

ROMA – Per le nuove assunzioni (Concorso Polizia) si è scelto di attingere alla graduatoria di coloro che avevano superato la prima prova del concorso bandito a maggio del 2017 – pur con le modifiche legislative che hanno modificato i requisiti – “come espressamente richiesto dalle organizzazioni sindacali”.

Lo scrive in una lettera aperta pubblicata sul sito il capo della Polizia Franco Gabrielli, in risposta alle richieste di chiarimenti da parte degli aspiranti agenti: martedì scorso davanti a Montecitorio c’era stata anche la manifestazione degli allievi agenti a cui sono stati modificati in corsa i requisiti per vestire la divisa.

Al concorso parteciparono in oltre 40mila e tra i requisiti indicati nel bando c’era un’età massima di 30 anni e la licenza media come titolo di studio.  Al termine sono stati immessi a ruolo 1.148 candidati vincitori e successivamente altri 459 sono stati assunti: si tratta di soggetti giudicati idonei ma inizialmente non vincitori.

Tutti gli altri che non sono stati ammessi alle successive prove, sono andati a formare un bacino da cui attingere per future assunzioni. Poco dopo il concorso, però, è stata modificata la legge e i requisiti sono stati cambiati: 26 anni età massima e licenza superiore.

Coloro che erano in questo bacino ma non hanno i nuovi requisiti si trovano impossibilitati a proseguire nelle selezioni: “Grazie all’impegno del ministro Salvini, con la legge di bilancio del 2018 sono state stanziate risorse per assunzioni straordinarie che hanno consentito, tra l’altro, di reclutare ulteriori 1.851 unità, che, in assenza di altri idonei in elenco e vigenti i nuovi requisiti introdotti dal citato decreto legislativo 95/2017, non sarebbero state possibili attraverso un meccanismo meramente amministrativo di scorrimento dell’elenco del precedente concorso – scrive Gabrielli nella lettera – A questo punto due le strade possibili: indire un nuovo concorso aperto ai candidati in possesso dei nuovi requisiti o, come espressamente richiesto dalle organizzazioni sindacali, consentire, con l’adozione di una specifica disposizione normativa, di attingere alla stesso elenco di candidati”.

Ed è quest’ultima la strada che al momento si è scelto di percorrere, attraverso un emendamento al decreto semplificazione all’esame del Parlamento, “ma applicando i criteri previste dalla legge vivente”. “E del resto la scelta della prima soluzione – conclude Gabrielli – avrebbe comunque comportato, purtroppo, l’esclusione di chi ha un’età superiore ai 26 anni, assecondando invece le altrettanto legittime aspirazioni di chi oggi potrebbe accedere ad un nuovo concorso e che invece, con lo scorrimento dell’elenco, si vede negata questa possibilità”.