Coronavirus, gli italiani in Cina: “Cibo scarseggia. Bus e metro non funzionano. Prezzo biglietti alle stelle”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2020 9:14 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2020 9:14
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, gli italiani in Cina: “Cibo scarseggia. Bus e metro non funzionano. Prezzo biglietti alle stelle” (foto Ansa)

ROMA – Sono circa seicento gli italiani che ancora sono in Cina e che, causa coronavirus, non riescono a trovare un volo per tornare in Italia. 

“Il nostro teatro non fa più spettacoli -racconta Gabriele Di Fazio, ballerino romano di 23 anni che si trova a Kunming, nella provincia dello Yunnan – quindi noi non lavoriamo, né possiamo allenarci. Fuori metro e autobus non funzionano, ci sono palazzi in quarantena e anche i voli interni per la Cina sono bloccati, il cibo fresco scarseggia, nelle farmacie non ci sono più le mascherine – dice il ragazzo – oltretutto il nostro datore di lavoro è sparito e neanche ci sta pagando. Ma a rischio siamo tutti, non solo quelli di Wuhan, tutte le province cinesi hanno alti tassi di malati, abbiamo paura, aiutateci”.

La storia di Gabriele, come racconta il Messaggero, è paradossale perché lui all’inizio di gennaio era tornato a casa, nel quartiere di Dragona, a sud della Capitale, e poi il 23 si era di nuovo imbarcato per Kunming.

Gabriele spiega che i voli per raggiungere l’Europa e l’Italia “sono diventati super-esosi, costano anche 3-4mila euro”.

“In Cina – spiega – puoi affittare una casa solo se paghi un anno in anticipo, e lì sono finiti i miei soldi”.

A Tapei poi, sull’isola di Taiwan, è rimasta una spedizione di speleologi italiani formata dal viterbese Paolo Forconi, dalla forlivese Elisa Ponti e dai toscani Zairo Nucciotti (Firenze) e Lucia Pedri (Lucca). 

“Il nostro volo schedulato per metà febbraio prevedeva la partenza da Taipei per Pechino e infine Roma – spiega Elisa Ponti -. Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una mail da Air China che ci comunicava la cancellazione della tratta Pechino-Roma, con soggiorno a loro spese in albergo fino a che non ripartiranno i voli dalla Cina. Ma si parla di mesi. Ci hanno chiesto di ricontattarli. Lo abbiamo fatto per mail ma nessuna risposta. Abbiamo scritto al consolato italiano a Taipei e nessuna risposta. Abbiamo scritto alla Farnesina e ci hanno detto di riprogrammare un altro volo. Ma sono costosissimi e non garantiscono il rientro in Italia”.

Fonte: Leggo, Il Messaggero, Il Mattino.